Un ‘albero dei miracoli’ per frenare gli incendi e la deforestazione in Amazzonia

In un solo anno nel principale Paese del bacino amazzonico, il Brasile, il tasso di deforestazione è aumentato di oltre l’80 per cento
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ROMA – Si chiama Inga, è una pianta tropicale della famiglia delle Leguminose e con i suoi fiori bianchi e le capacità azotofissatrici può costituire un nuovo argine a incendi e deforestazione in Amazzonia. Le sue proprietà sono state evidenziate sul portale d’informazione scientifica ‘Phys.org’ dai responsabili di un progetto di rimboschimento nel cosiddetto “arco della distruzione”, al confine meridionale dell’Amazzonia brasiliana, nello Stato di Randonia.

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E’ un albero miracoloso” ha detto Toby Pennington, professore di biogeografia e biodiversità tropicale presso la University of Exeter, intervistato dall’emittente inglese ‘Bbc’: “Alcune specie possono crescere davvero velocemente, su suoli molto poveri, anche molto degradati, dove gli alberi sono stati tagliati”. Il contributo dell’Inga è stato evidenziato anche da Saulo De Souza, del centro brasiliano Instituto Ouro Verde. Secondo l’esperto, “queste piante possono favorire la fauna creando nuovi habitat o punti di passaggio verso la foresta”. Il progetto di rimboschimento sarà finanziato da un fondo britannico per la ricerca e l’innovazione, il Global Challenges Research Fund (Gcrf), per l’equivalente di 712mila euro.

I primi beneficiari dovrebbero essere i contadini: il contrasto all’impoverimento dei suoli dovrebbe garantire loro un’alternativa alla vendita alle società di agri-business, interessate esclusivamente a monocolture e accusate per questo di essere responsabili di perdita di biodiversità e deforestazione. Secondo stime diffuse nei mesi scorsi dall’Instituto Nacional de Investigaciones Espaciales de Brasil (Inpe), in un solo anno nel principale Paese del bacino amazzonico il tasso di deforestazione è aumentato di oltre l’80 per cento. Sotto accusa anche Jair Bolsonaro, candidato della destra divenuto presidente con il sostegno delle lobby di latifondisti e “ruralistas”, il blocco dell’agri-business e degli allevamenti intensivi.

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29 Ottobre 2019
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