venerdì 16 Ottobre 2026

Caro benzina, il ‘miracolo’ del pieno in Vaticano: carburante a 1,60 euro e maxi-code ai distributori

Mentre a Roma i prezzi volano, dentro le Mura Leonine e nelle aree extraterritoriali si fa la fila per il rifornimento scontato. Esenzione da IVA e accise, la mappa dei sette impianti

ROMA – “Benedetto sei tu, pieno di benzina”. A rischio di sembrare blasfemi, proviamo a immaginare quale sia la preghiera serale dei dipendenti del Vaticano, beatificati da quel miracolo laico da cui ogni automobilista vorrebbe essere baciato: il pieno scontato. In un momento di particolare congiuntura economica, il Vaticano si ritrova infatti a essere uno dei pochi paradisi terrestri — e non solo celesti — della penisola, anche se qui il colore del prodigio più che il celeste è il verde della benzina e del diesel.

Perché da quando la crisi dello Stretto di Hormuz è diventata più famosa della Cappella Sistina, mentre ai distributori di Roma si formano lunghe code di automobilisti a caccia del centesimo di sconto, dentro le mura della Santa Sede il listino non fa paura: nei display delle pompe la verde e il diesel danzano senza scossoni tra 1,60 e 1,70 euro al litro.

FISCO E SOVRANITÀ: LA FORMULA DEL PREZZO CALMIERATO

A spiegare questo sollievo per i portafogli non è una concessione speciale della Divina Provvidenza, ma una pura questione fiscale. Sotto le Mura Leonine e nelle enclave extraterritoriali della Capitale, infatti, non si applicano le accise italiane né l’IVA al 22% — gabelle che oltre il confine di Stato arrivano a pesare per più della metà del costo finale di ogni singolo litro.

LA LITURGIA DEL POMERIGGIO: ASSALTO ALLE POMPE AL CAMBIO DI TURNO

La liturgia pomeridiana è diventata così un rito profano ma metodico che si celebra puntuale al cambio di turno. L’ingorgo scatta nel primo pomeriggio e replica nel tardo pomeriggio, quando le portinerie e gli uffici si svuotano e le auto si incolonnano nei piazzali con un’unica, incrollabile intenzione: “In Vaticano fanno tutti il pieno, tendenzialmente”. Nessuno qui si accontenta del semplice rabbocco o della cifra tonda da venti euro; il serbatoio si riempie fino all’orlo e i tempi di attesa si allungano di conseguenza.

LA MAPPA DEI SETTE DISTRIBUTORI

La geografia di questo “culto” del risparmio si snoda su un totale di sette stazioni di servizio. Tre si trovano al sicuro dentro le Mura Leonine, direttamente all’interno dello Stato pontificio; altre tre sono dislocate nelle isole extraterritoriali a Roma — precisamente in Viale delle Mura Aurelie a due passi dall’accesso vaticano, nel cuore di Trastevere a Piazza San Callisto e nei pressi di San Giovanni in Laterano — mentre un settimo impianto è attivo presso la residenza estiva di Castel Gandolfo.

TESSERE E LASCIAPASSARE: CHI HA DIRITTO ALLA “GRAZIA”

A regolare il flusso e a stabilire chi ha diritto al listino scontato è un rigido dogma burocratico di tessere e permessi. La prima chiave d’accesso è la tessera blu, riservata ai dipendenti diretti e ai pensionati della Santa Sede e del Governatorato. Poi c’è il vero passe-partout: la tessera verde a servizi, concessa ai familiari dei lavoratori con la possibilità di registrare e abilitare più veicoli dello stesso nucleo familiare, ai membri del corpo diplomatico accreditato presso la Santa Sede e al personale sanitario e amministrativo dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù.

È una platea selezionata che comprende l’intera galassia orbitante attorno al perimetro pontificio. E così, ogni pomeriggio, tra tessere esibite al parabrezza e motori accesi in fila, si celebra la messa laica di chi ha la fortuna di entrare nella casa del Signore: “Il pieno è servito, andate in pace”. Beati loro.

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