mercoledì 7 Ottobre 2026

Caro carburante, a Firenze 14mila litri con il self: “Ma non assaltateci”

Quasi 11 volte in più, con il gestore che per la frenesia si è messo a fare anche il vigile per districare le code in strada e pure alcune liti, racconta

FIRENZE – Dopo la ‘sbornia’ di diesel e benzina di ieri, nella rete di distribuzione Eni di Firenze è tornata una calma relativa. Almeno all’Isolotto, uno dei quartieri più popolari della città, dove non ci sono code per fare rifornimento sotto l’insegna del cane a sei zampe. Certo, anche oggi con il tetto ai prezzi deciso dalla partecipata dello Stato (2,19 al litro per il gasolio; 1,99 sulla benzina) i litri venduti sono ben oltre le medie giornaliere. Lo spiega bene Daniel, responsabile del distributore Enilive di viale Nenni.

“Qui con il gpl facciamo anche tanto servito. Però l’effetto tetto si è fatto sentire eccome. Ieri abbiamo venduto 19.250 litri di carburanti, di cui 14.000 litri dal self service, quando di solito viaggiamo a una media di 1.300 litri il giorno“. Quasi 11 volte in più, con il gestore che per la frenesia si è messo a fare anche il vigile per districare le code in strada e pure alcune liti, racconta.

Mentre oggi, poco dopo mezzogiorno, i litri finiti nei serbatoi dalle pompe a self service sono 6.750. Numeri record, tanto che Daniel si lancia in un appello accorato ‘anti-psicosi’ ai fiorentini: “Siamo contentissimi di come sta andando. Però vorrei dire che ce n’è per tutti: l’offerta durerà un mese, non due giorni. È inutile prendere d’assalto i distributori che poi rimangono a secco per i residenti di queste zone”. Come all’Eni di via del Pollaiolo, dove sulla colonnina dei pagamenti campeggia un cartello scritto a mano: “Benzina finita”. Daniel predica calma. Distante un chilometro e mezzo, Stefano, in viale Talenti, di calma ne ha anche troppa. “Calma piatta”, sorride fuori dal ‘gabbiotto’ della sua pompa Ip.

Fiorentino doc, battuta pronta, dà il quadro della situazione in pochi secondi: “Come vuoi che vada? Male finché non ci abbassano i prezzi”, taglio già annunciato dalla compagnia in scia a Eni. “Dicono sia questione di ore, però intanto tra ieri e oggi ho dimezzato le vendite. Ci salviamo solo grazie alle carte petrolifere aziendali. E con il tetto annunciato venerdì siamo andati male anche nel fine settimana: molta gente ha aspettato lunedì per fare rifornimento. Vale per me, ma anche per le altre compagnie che vedrai, come noi, seguiranno Eni”, dice da benzinaio di lungo corso. E infatti di lì a poco anche Q8 ha annunciato che applicherà una calmierazione modulare dei prezzi su benzina e gasolio.

Altra pompa di benzina, altro chilometro e mezzo percorso, altra storia. All’Eni appoggiata su un lato di piazza Pier Vettori dopo il d-day la giornata scorre tranquilla. Tanto che Simone Brunelli, gestore della stazione dal 2019, ha il tempo anche di buttar giù due conti. E le cifre che saltano fuori non gli piacciono per nulla: “Abbiamo dato via 8.000 litri ieri, quattro volte più della norma, e 2.500 oggi”, dice mentre rifornisce solo i diesel e ha chiuso le pompe di benzina in attesa dell’approvvigionamento via cisterna. Tuttavia, i suoi conti piangono: “Venerdì, all’annuncio, avevo circa 16.000 litri di carburante già pagato che ho venduto, però, con la sforbiciata sui listini”.

Risultato? Con il taglio ha bruciato 3.100 euro, scesi a poco più di 1.600 grazie al ristoro forfettario riconosciuto da Eni. “In queste 36 ore ho lavorato a rimessa. Certo, avrei potuto non aderire all’iniziativa. E a me piace smaltire la merce comprata a seconda del prezzo di acquisto. Ma stavolta ho avuto paura di restare strozzato dall’offerta, visto che praticamente la totalità dei distributori Eni a Firenze ha aderito”.

Ora spera di recuperare con l’over concesso da Eni (0,015 euro al litro che ancora non ha applicato in attesa del ristoro forfettario) aumentando le vendite. Inoltre, dopo lo scarto iniziale, i prezzi dei litri comprati da Eni e rivenduti alla pompa si riallineeranno. Non manca, però, di togliersi qualche sassolino dalla scarpa: “Siamo stati noi gestori a rendere possibile questa operazione. Quelli come me, che hanno pagato una parte dello sconto alla pompa”. E chiude amaro: “Praticamente ci hanno imposto i prezzi. Avremmo dovuto dire di no, scioperare. Ma non abbiamo avuto né la forza, né il coraggio”.

Leggi anche