venerdì 16 Ottobre 2026

Chiara Poggi morta in mezz’ora, massimo 60 minuti: le accuse della Procura contro Sempio

Gli accertamenti sotto il punto di vista psichiatrico sono "sospesi", dal momento che Andrea Sempio ha rifiutato di sottoporsi alla visita del perito della Procura

ROMA – Chiara Poggi potrebbe essere morta tra i 15 e 30 minuti dopo essere stata aggredita. Ma non è escluso che sia sopravvissuta anche per 60 minuti: lo scrivono i periti della Procura di Pavia nelle nuove indagini sull’omicidio di Garlasco. L’intervallo tra i colpi e la morte è un aspetto che gli inquirenti hanno voluto ulteriormente approfondire con una nuova consulenza specifica che ieri è stata depositata in occasione dell’invio dell’avviso di fine indagine a Andrea Sempio, unico indagato e colpevole, per l’accusa, di aver ucciso Chiara Poggi il 13 agosto 2007. Il colpo mortale, hanno confermato l’anatomopatologa Cristina Cattaneo e l’altro perito Biagio Eugenio Leone, è stato quello all’occipite, l’osso che si trova alla base del cranio. Per i periti, che hanno ristudiato le lesioni, i reperti e la dinamica, Chiara Poggi ha provato a difendersi nel corso dell’aggressione, sicuramente in modo passivo (proteggendosi), forse anche attivo. L’aggressione, è confermato, è stata un’azione prolungata.

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QUALI SONO LE ACCUSE CONTRO SEMPIO

Le accuse nei confronti di Sempio hanno confermato l’impianto accusatorio già emerso all’inizio di maggio: la Procura lo accusa di aver ucciso da solo Chiara Poggi, di cui era invaghito, in una reazione abnorme di rabbia per essere stato respinto in un approccio sessuale. Nell’avviso di fine indagine notificato ieri, gli inquirenti spiegano che non ritengono degne di note le considerazioni della difesa. Sia quelle sulla ‘famosa’ impronta numero 33 (quella individuata sul muro delle scale dove venne trovato il corpo di Chiara e che per i periti dell’accusa un tempo poteva contenere anche sangue, oltre che sudore), che la Procura ritiene appartenere a lui e che lo colloca sulla scena del crimine, sia quelle sulle tracce di scarpa Fra numero 42 indivuate sul pavimento di casa Poggi. la difesa ha sempre detto che era una calzatura troppo piccola, ma l’accusa invece ritiene che sia compatibile con il piede di Sempio.

LA PERIZIA PSICHIATRICA

C’è poi il fronte della perizia psichiatrica: il perito della Procura, Roberto Catanesi, ha analizzato tutti i documenti e tutto il materiale confluito nel fascicolo di indagine (gli appunti e i quaderni di Sempio, i pizzini, il materiale digitale estratto dai forum di ‘seduttori’ frequentato dall’indagato) e ha detto questo: “Sono emersi dati di indubbio interesse, che tuttavia richiedono necessariamente il confronto e il riscontro con dati provenienti da un esame clinico diretto”. Esame che però Andrea Sempio ha rifiutato. Quindi il consulente non ha potuto fornire risposte definitive ai quesiti della Procura. Gli accertamenti sulla “capacità” mentale di Sempio, quindi, al momento sono “sospesi”, si legge nel comunicato di conclusione delle indagini.

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