sabato 17 Ottobre 2026

Morto Umberto Pizzi: addio al fotografo della Dolce Vita e del potere romano

Pizzi ha immortalato con sguardo disincantato i protagonisti della politica, dello spettacolo e del costume nazionale

ROMA – Si è spento all’età di 89 anni Umberto Pizzi, fotoreporter e testimone visivo di oltre sessant’anni di vita pubblica italiana. Ad annunciarlo è Il Fatto Quotidiano.

Dai reportage nei teatri di guerra internazionali fino ai celebri scatti della Roma mondana, Pizzi ha immortalato con sguardo disincantato i protagonisti della politica, dello spettacolo e del costume nazionale, firmando le storiche immagini che hanno raccontato la Dolce Vita e la cosiddetta “società cafonal”.

Nato a Zagarolo nel 1937, Pizzi ha avviato la propria carriera negli anni Sessanta firmando reportage esteri tra Iran, Iraq, Turchia, Siria e Giordania come reporter di guerra, prima di fare ritorno in Italia e affermarsi come acuto osservatore della vita pubblica. Da quel momento il suo obiettivo ha catturato con lucidità e distacco sia i grandi nomi del cinema e della letteratura, tra cui Vittorio Gassman, Marcello Mastroianni, Alberto Moravia e Dacia Maraini, Liz Taylor e Richard Burton, sia la classe politica e i protagonisti della vita sociale romana. Ha pubblicato sulle principali testate nazionali ed internazionali.

Nel corso dei decenni, il suo linguaggio visivo si è evoluto seguendo i mutamenti del Paese. Dagli albori della Hollywood sul Tevere fino alle collaborazioni con Dagospia, che portò alla nascita dei volumi dedicati al fenomeno “Cafonal”, con cui ha documentato la deriva e gli eccessi della società contemporanea, Pizzi ha raccontato con ironia e realismo sessant’anni di costume nazionale. Il suo patrimonio iconografico resta oggi una risorsa fondamentale per comprendere l’evoluzione antropologica, culturale e politica dell’Italia dal boom economico ai giorni nostri.

Nelle pagine del Fatto i ricordi di una vita. “La foto che non è mai riuscito vendere? Berlusconi con la mano sulle parti intime. ‘Noi avrei mai creduto che si grattasse i suoi giocattoli in mezzo ai presidenti della Repubblica, di Camera e Senato. Berlusconi lo facevo ben cafone, ma non così’, disse in un’intervista a ilfattoquotidiano.it. E la foto preferita? Quella a Enrico Berlinguer. ‘Quello scatto non mi ha dato una lira, ma io amavo Berlinguer’. La foto ritrae il segretario del Pci a Piazza Augusto Imperatore, a Roma, circondato da operai in pausa pranzo. Mangiano il panino, si riparano dal sole indossando l’Unità a mo’ di cappello. ‘Berlinguer era piccolo, minuto, dal carisma enorme. Quella foto è la prova che meritava tutto il mio rispetto’. Lo scatto pagato di più? Quello della baronessa Francesca Thyssen senza mutande che rimase uno degli scatti più scandalosi nella storia del gossip internazionale: ‘C’era Agnelli, Jack Nicholson, avevo un flash che andava in fiamme. A tarda ora arriva la baronessa Francesca Thyssen, elegantissima e forse leggermente brilla, col fidanzato. Lui le solleva lo strascico dell’abito e lei, senza mutande, mostra il sedere’.

Il suo archivio fotografico, attualmente visibile sul sito umbertopizziphoto.com, è stato dichiarato dal Ministero dei Beni Culturali patrimonio di interesse culturale particolarmente importante.

(Foto da Wikipedia)

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