mercoledì 12 Agosto 2026

Agricoltura. Lollobrigida: il governo Meloni ha investito più di tutti nella storia

Chiusa a Nemi la kermesse di Fdi 'Il giusto sentiero'

ROMA – ‘L’agricoltura ha due elementi di forza: ti garantisce sicurezza alimentare e poi, partendo dai Trattati di Roma del 1957, è custode del territorio. Dove non c’è agricoltura viene giù tutto. Oggi il Governo Meloni è il Governo che, nella storia della Repubblica, ha investito più risorse in agricoltura. Con i due miliardi aggiuntivi di ieri siamo a 15 miliardi in tre anni. Una cifra impensabile rispetto ai tre miliardi investiti negli anni passati’. Lo ha detto il ministro dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida, intervenuto alla terza edizione de ‘Il Giusto Sentiero’, l’appuntamento politico promosso da Luciano Ciocchetti, deputato e vicepresidente della Commissione Affari Sociali della Camera, con la Federazione Provinciale di Roma di Fratelli d’Italia, che si è chiuso oggi a Nemi. Ma come sono state investite queste risorse? ‘Su una visione di carattere generale- ha proseguito l’esponente del governo parlando sulla Terrazza Byron- abbiamo prima affrontato le contingenze, le emergenze, intervenendo sui dati di debolezza della Nazione, con il Fondo Sovranità Alimentare abbiamo aiutato le filiere in difficoltà. Abbiamo però investito su una visione strategica di lungo corso: un miliardo per Coltivaitalia, provvedimento straordinario in discussione in questi giorni in Parlamento, che mette un miliardo per asset specifici. Il primo, la Sovranità Alimentare, con 300 milioni aggiuntivi rispetto ai 150 già stanziati in questi ultimi due anni’.

IL PUNTO DEL MINISTRO SUL SETTORE OLIVICOLO

Poi l’intervento sul settore olivicolo. ‘L’olio- ha ricordato Lollobrigida– è un grande prodotto, lo scorso anno abbiamo fatto +42% di valorizzazione del prodotto olio. L’Italia, riconosciuta dall’Unione europea, è l’unica Nazione europea che non ha avuto un calo di produzione e un calo del valore del proprio olio. E più ne facciamo, più ne riusciamo a vendere. E più ne riusciamo a vendere quantità, più abbiamo il dovere di dargli valore, perché l’olio non è tutto uguale. In Italia abbiamo circa 534 cultivar di olive, la Spagna, che è la maggiore produttrice europea, ne ha meno di un terzo. Abbiamo messo 300 milioni per arginare le fitopatie, sia in fase di intervento dove già hanno colpito le piante, sia come prevenzione’. Non manca un intervento di carattere generale sul ricambio generazionale. ‘Abbiamo messo a disposizione 8mila ettari di terra a disposizione di Generazione Terra, dando il mezzo di produzione principale degli agricoltori perché possano svolgere quell’attività. Ieri, intanto, altri due miliardi sul fondo filiere, fondo che dà la possibilità di sviluppare azioni sinergiche tra la produzione e la trasformazione fino alla distribuzione, in maniera tale che le catene produttive siano sempre più forti e resilienti, che riescano a dare maggiore valore aggiunto al prodotto, che si ripartisce fino ad arrivare a premiare con il giusto compenso il lavoro degli straordinari agricoltori italiani, che sono i più sostenibili dal punto di vista della qualità del loro lavoro e che devono essere i più sostenuti in termini di reddito’.

LOLLOBRIGIDA: RECORD DI EXPORT NEL VINO, 8 MILIARDI E 100

Il ministro ha poi ricordato che ‘lo scorso anno l’Italia è diventata la Nazione per valore aggiunto in Europa più importante in agricoltura, abbiamo superato Francia e Germania. Siamo al record di export nel vino, 8 miliardi e 100. Siamo al record nell’export dell’agroalimentare, 70 miliardi. Abbiamo toccato il reddito di crescita del reddito degli agricoltori: in Italia il reddito degli agricoltori cresce più di ogni altra Nazione europea. In agricoltura il Pil cresce del +2% rispetto allo 0,7% della media nazionale’. La mattinata di lavori a Nemi si è aperta con con il primo dibattito dal titolo ‘Ripresa, resilienza e coesione: i comuni nel futuro dell’Italia e dell’Europa’. Tra gli altri, sono intervenuti il vice sindaco di Nemi, Giovanni Libanori, il sindaco di Carpineto Romano e consigliere metropolitano di Roma Capitale, Stefano Cacciotti, il sindaco di Palombara Sabina, deputato e vicepresidente della Federazione Provincia di Roma FdI, Alessandro Palombi, il sindaco di Lanuvio e deputato, Andrea Volpi, il sindaco di Rieti e presidente Anci Lazio, Daniele Sinibaldi, il Sindaco di Ascoli Piceno, Marco Fioravanti, e il sindaco dell’Aquila e responsabile dipartimento nazionale Coordinamento Autonomie Locali FdI, Pierluigi Biondi. Le conclusioni sono state affidate al senatore e presidente della Federazione Fratelli d’Italia della Provincia di Roma, Marco Silvestroni.

TANTI I MOMENTI DI CONFRONTO

Spazio poi al confronto ‘Roma Capitale, invertire declino e decadenza – una nuova visione per un forte impulso agli investimenti’, a cui hanno partecipato lo stesso on. Luciano Ciocchetti, il deputato e presidente della Federazione FdI Roma Capitale, Marco Perissa, la consigliera capitolina Francesca Barbato, il presidente della Camera di Commercio di Roma, Lorenzo Tagliavanti, il presidente FederLazio, Alessandro Sbordoni, il presidente Ance Roma – Acer, Antonio Ciucci, il consigliere fondazione Ordine Ingegneri di Roma, Roberto Cuccioletta, il presidente Ordine Architetti di Roma, Alessandro Panci, il presidente Ordine Geometri di Roma, Antonio Scaglione, e il consigliere nazionale OICE, Valter Macchi. A far calare il sipario sulla kermesse di Fratelli d’Italia è stato Luciano Ciocchetti. ‘Il bilancio di questa due giorni è particolarmente positivo– ha spiegato all’agenzia Dire il vicepresidente della Commissione Affari Sociali della Camera- per gli ospiti che hanno partecipato e hanno accettato il nostro invito alle varie tavole rotonde e per la presenza dei cittadini: nonostante il sole di questa mattina e di ieri pomeriggio e il freddo di ieri sera, la sala è stata sempre piena, con una partecipazione davvero importante. E poi anche lo scorcio che quest’anno abbiamo scelto come sede di questo incontro de ‘Il giusto sentiero’. Il bilancio è quindi assolutamente positivo. Credo che abbiamo offerto spunti, contributi, panel di dibattito molto interessanti, spaziando dai problemi internazionali, drammatici che stiamo vivendo ai problemi europei e a quelli nazionali, per arrivare fino a Roma Capitale, ai sindaci che abbiamo ascoltato questa mattina e ai giovani, che sono e che devono essere il futuro del nostro Paese. Credo, quindi, che il bilancio sia per tutti assolutamente positivo’.

LA RIFLESSIONE DI CIOCCHETTI SULLA SANITÀ

Nel proprio discorso di chiusura, Ciocchetti si è soffermato anche sul tema della sanità. ‘Ho parlato di sanità- ha dichiarato- perché sono il vicepresidente della Commissione Affari Sociali della Camera dei deputati e quindi mi occupo sia di sociale che di sanità: ho raccontato un po’ delle cose che il governo sta facendo da tre anni, cambiando il verso di quanto accaduto nei 20 anni precedenti in cui il sistema è stato fortemente definanziato, in cui si è persa l’attrattività verso il Sistema sanitario nazionale da parte degli operatori, dei medici, degli infermieri professionali, degli Oss, delle altre figure professionali che lavorano all’interno della sanità, mentre noi, invece, stiamo facendo esattamente il contrario. Quest’anno arriveremo a 140 miliardi e 600 milioni nel 2026 già programmati, con l’impegno da parte del ministro Schillaci di poter avere altri 2 miliardi, quindi poter arrivare a 142 miliardi e 600 milioni’ ‘Ricordo- ha tenuto a dire Ciocchetti- che nel 2019 il finanziamento del Fondo sanitario nazionale era 114 miliardi. Quindi il governo Meloni ha finanziato la sanità, altro che definanziato. E stiamo lavorando anche per aumentare gli stipendi degli operatori sanitari. Certo, con la bacchetta magica non riusciamo a fare il recupero nel confronto con gli altri Paesi europei, però gradualmente, legge di bilancio per legge di bilancio, lo stiamo facendo aumentando, rinnovando contratti, defiscalizzando, inserendo delle flat tax per chi lavora all’interno del pronto soccorso e favorendo anche le discipline sanitarie di specializzazione meno attrattive, quindi potendogli pagare una borsa di studio più alta delle specializzazioni che sono più attrattive. Insomma- ha concluso il vicepresidente della Commissione Affari Sociali della Camera- si tratta di un lavoro importante che il parlamento, il governo, il ministro Schillaci e il presidente Meloni stanno portando avanti per rilanciare il nostro Sistema sanitario nazionale’.

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