lunedì 17 Agosto 2026

Non fu suicidio, a darle fuoco era stato il figlio geloso del nuovo compagno: dopo 2 mesi l’arresto per omicidio

Dopo due mesi di indagini, si è scoperto che Vincenza Russo non aveva tentato di uccidersi ma è morta per colpa del figlio che le ha appiccato fuoco da viva: il 38enne è entrato in carcere

NAPOLI – A dare fuoco alla donna che è morta il 15 agosto scorso per ustioni gravissime su quasi tutto il corpo è stato suo figlio, Gaetano Giuseppe Moccia, 38 anni, affetto da una grave forma di schizofrenia, che non sopportava l’idea che la madre avesse un nuovo compagno. I fatti avvennero il 31 luglio scorso, quando la donna venne soccorsa dai pompieri nel bel mezzo di un incendio nella sua casa tra Afragola e Casalnuovo. Ma solo oggi si è saputo davvero come andarono le cose: a darle fuoco era stato il figlio, che oggi è stato arrestato per omicidio. Lì per lì, il 31 luglio, i Vigili del fuoco aveva ipotizzato che potessi essersi trattato di un gesto suicida (come aveva fatto credere il figlio), oppure una tragedia domestica.

La svolta è arrivata dopo due mesi di indagini da quel tragico 31 luglio: la donna, Vincenza Russo, ricoverata in ospedale con ustioni di terzo grado su quasi tutto il corpo, era poi morta il 15 agosto dopo due settimane di agonia. All’interno della casa della donna, il 31 luglio, c’era anche il figlio, che dichiarò di aver cercato di soccorrere la madre tentando di spegnere le fiamme. Solo dopo, i Carabinieri di Afragola hanno capito che era stato proprio lui ad appiccare il fuoco, gettando dell’alcol addosso alla donna e poi dandole fuoco con un accendino. Il movente, per i Carabinieri, dipende dal fatto che l’uomo fosse legato alla donna da una relazione morbosa e aveva deciso di ucciderla dopo essere venuto a sapere che aveva iniziato una relazione sentimentale con un altro uomo.

Oggi l’uomo è stato arrestato e portato in carcere in custodia cautelare. È già stata realizzata una consulenza psichiatrica, che ha dichiarato l’uomo capace di intendere e di volere, seppure affetto da schizofrenia paranoidea, da anni compensata da cure farmacologiche mai interrotte.

Leggi anche