MILANO – Nuova protesta davanti alla sede di Leonardo a Nerviano. Alle 7.40 sette attiviste di Palestine Action Italia e Ultima Generazione si sono incatenate al cancello principale mostrando striscioni con la scritta ‘Palestina Libera’. L’azione ha avuto un risvolto inatteso: un lavoratore dello stabilimento ha deciso di unirsi al blocco, parlando con i colleghi e con le manifestanti. “Noi continueremo a chiedere l’embargo totale delle armi verso Israele, questo genocidio non andrà avanti con la nostra complicità” ha dichiarato una delle attiviste.”Siamo in una fase critica e non ci fermeremo finché la macchina economica del genocidio non si fermerà“.
Sul posto sono intervenuti i Carabinieri, che hanno identificato i partecipanti. La contestazione si lega a una più ampia campagna che accusa l’industria degli armamenti italiana di sostenere le operazioni militari israeliane a Gaza.



LEONARDO TRA LE AZIENDE CHE HANNO FORNITO SISTEMI MILITARI A ISRAELE
Come sostenuto dagli organizzatori della protesta, secondo un rapporto della relatrice speciale dell’Onu Francesca Albanese, Leonardo, società a partecipazione pubblica, è tra le aziende che hanno fornito sistemi militari a Israele durante le operazioni denunciate come genocidio. “Attraverso Leonardo e le sue controllate lo Stato italiano è in prima linea nei massacri in Palestina”, sostengono gli attivisti.
E ricordano anche che Fabio Marcelli, ex dirigente del Consiglio nazionale delle ricerche, ha annunciato una denuncia alla Corte penale internazionale (Cpi) contro governo e imprese italiane. Nella denuncia di Marcelli figurano i principali rappresentanti dell’esecutivo, compresi la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e i ministri Antonio Tajani e Guido Crosetto, oltre all’amministratore delegato di Leonardo Roberto Cingolani. Il tema, come spiegano gli attivisti, riguarda anche la trasparenza delle esportazioni.
La legge 185 del 1990 impone tracciabilità nelle forniture militari, ma la riforma in discussione rischia di ridurre i controlli: “Il segreto commerciale non può esonerare dalle responsabilità morali e storiche”. Fra i contratti citati ci sono attività di supporto logistico ai velivoli da addestramento M-346, sistemi di autoprotezione sviluppati da Mbda (missilistica europea) e cannoni Oto Melara 76/62 usati dalla marina israeliana. Le proteste ricordano anche la fornitura di elicotteri AgustaWestland AW119Kx, acquistati nel 2022 dalla Israel Air Force per l’addestramento. Il dibattito rimane dunque aperto anche sul piano politico, dato che i manifestanti ricordano come il memorandum d’intesa Italia-Israele sia stato rinnovato nonostante una diffida presentata da dieci giuristi al governo italiano che chiedevano di fermare la cooperazione militare.
DE CORATO (FDI): DDL SICUREZZA PER ATTIVISTI INCATENATI A LEONARDO NERVIANO
“Oggi, alcune persone tra cui anche membri di ‘Ultima Generazione’, si sono incatenate con lo striscione ‘Palestina Libera’ davanti l’ingresso dell’Azienda Leonardo di Nerviano, impedendone l’accesso e il passaggio. Ora, questi soggetti vanno puniti come prevedono le nuove norme severe del Ddl Sicurezza approvato lo scorso giugno dal Governo Meloni. Infatti, il blocco stradale nel nuovo decreto da illecito amministrativo è diventato rato vero e prevede il carcere da 6 mesi fino a 2 anni. Queste manifestazioni, spesso estreme, si stanno espandendo a ‘macchia di leopardo’ in tutta la Provincia ed occorre al più presto porre un freno a tutto ciò. È inverosimile e assurdo che piazze della città, vedi quella della Scala, oppure ingressi di note Aziende lombarde, vengano bloccate con conseguenti disagi a traffico e passanti. Tutto ciò è vergognoso e non si possono continuare a sopportare simili ricatti da parte di Centri Sociali, anarchici, no-global ed ora anche dagli attivisti di Ultima Generazione perché sposano la causa di Hamas. Chiedo alla Giunta ma soprattutto al sindaco, essendo anche presidente della Città metropolitana milanese, di intervenire immediatamente per ripristinare legalità decoro e piena fruibilità in primis in piazza della Scala e poi anche in tutta l’area dell’hinterland. Ciò va fatto per i cittadini, per i lavoratori, per i turisti e per le Istituzioni. Il diritto a manifestare è concesso e va garantito, ma non deve assolutamente essere una occupazione a oltranza di uno spazio pubblico o l’ingresso e la strada adiacente di una grande Azienda. Tali disagi devono al più presto terminare senza ulteriori rinvii perché Milano e tutta la sua area metropolitana, sono una città aperta e democratica e proprio per questo le regole vanno rispettate e le piazze/strade vanno restituite alla loro funzione civili e culturali”. Così il deputato di Fratelli d’Italia, Riccardo De Corato.




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