Festival della Robotica, alla Leopolda il test per pilotare i droni

La seconda edizione del Festival internazionale della Robotica è in programma a Pisa dal 27 settembre al 3 ottobre
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ROMA – I droni sono sempre più presenti nel mondo: dagli usi militari progressivamente si è passati a un impiego civile, risultano preziosi specialmente per scattare foto dall’alto. Ma c’è chi ne sta facendo anche uno sport professionale.

A darne dimostrazione al festival internazionale di robotica, a Pisa, è Luisa Rizzo, studentessa quindicenne di San Pietro in Lama (Lecce), che da un anno ha intrapreso le competizioni a livello nazionale e internazionale pilotando da terra un drone. Recentemente ha partecipato anche al World drone cup, che si è tenuto a Istanbul.

È uno sport che le consente di abbattere i limiti imposti dalla sua malattia, l’atrofia muscolare spinale di tipo 2. L’esibizione dei voli del drone sono una delle attrattive del festival della robotica nello spazio espositivo dell’ex stazione Leopolda.

In un’area recintata, i visitatori, anche i bambini potranno sperimentare per la prima volta l’ebbrezza di pilotare un drone a una velocità di 40-50 chilometri orari. Un ritmo considerevole, ma ben ridotto rispetto a quello delle gare vere e proprie, nelle quali la velocità massima si attesta sui 150 chilometri orari.

Alla Leopolda oltre a uno degli sport del futuro, i visitatori potranno trovare i prototipi dei robot, in gran parte nati sotto l’egida della scuola superiore di studi universitari Sant’Anna, coi quali si cercherà di migliorare la vita delle persone: come l’endoscopio robotico che consente attraverso una capsula di ridurre l’invasività e il disagio di una colonscopia o Gastone, un braccio robotico che riproduce dei movimenti umani appositamente stabiliti attraverso una console che permetterà ad esempio agli artigiani di poter incrementare la loro produttività a costi molto contenuti.

Grande curiosità, poi, suscita il robot sommelier, capace di fare l’analisi del vino e di riconoscere le etichette. La funzione sanitaria continua, ad ogni modo, a giocare una parte importante: come le interfacce neurali impiantabili per controllare le protesi artificiali robotiche e il dito artificiale equipaggio con indicatori tattili e con una codifica neuromorfa.


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