martedì 14 Aprile 2026

È la fine per Gaza City, dichiarata “zona di guerra”, niente più pause umanitarie

L'esercito israeliano dichiara il nuovo regime in vigore nella città dalle 10 di questa mattina, venerdì 29 agosto. Recuperati i corpi di due ostaggi

ROMA – Le forze militari israeliane hanno dichiarato la fine delle speranze per la popolazione rimasta a Gaza City, tutta la città infatti è stata etichettata come “zona pericolosa di combattimento”. Ciò significa che, a partire dalle 10 di oggi, venerdì 29 agosto, non si applicherà più la ‘pausa tattica locale’ dell’attività militare, quella ovvero che, sostanzialmente, consentiva ai civili di cercare cibo e riparo e l’ingresso e la distribuzione tra la popolazione di beni di prima necessità.

“In conformità con la valutazione della situazione e le direttive del livello politico, a partire da oggi alle 10, la pausa tattica locale nell’attività militare non si applicherà all’area di Gaza City, che costituisce una pericolosa zona di combattimento- è quanto riporta il messaggio delle forze militari di Tel Aviv sui propri canali social- Le Idf continuano a sostenere gli sforzi umanitari e a condurre operazioni per proteggere Israele”.

I SOLDATI ISRAELIANI RECUPERANO I CORPI DI DUE OSTAGGI

Nel corso di un’operazione nella Striscia di Gaza i soldati israliani hanno recuperato di corpi senza vita di due ostaggi. Uno è stato identificato in lan Weiss, 56 anni, è stato rapito la mattina del 7 ottobre 2023, mentre difendeva il kibbutz Be’eri. I restidel secondo ostaggio sono invece in fase di identificazione presso l’Istituto Forense Abu Kabir. A darne notizia i canali istituzionali dell’Idf e il quotidiano Times of Israel. Weiss è stato recuperato a Gaza, 693 giorni dopo il suo rapimento da parte del gruppo palestinese Hamas, insieme alla moglie Shiri e alla figlia Noga, che furono rilasciate dopo 50 giorni di prigionia, nel novembre 2023. Secondo i dati ufficiali, 48 ostaggi rimangono attualmente prigionieri nella Striscia di Gaza, di cui si ritiene che 20 siano ancora vivi.

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UNRWA- ONU: “UN MILIONE DI PERSONE VERSO LA CATASTROFE”

“L’intensificarsi dell’azione militare a Gaza City metterebbe a rischio circa 1 milione, già sfollate in precedenza. Con la carestia già confermata nella zona, qualsiasi ulteriore escalation aggraverebbe le sofferenze e spingerebbe più persone verso la catastrofe”: è la denuncia dell’Unrwa, l’agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati palestinesi, immediatamente successiva alla dichiarazione di zona di guerra di Gaza City lanciata dall’Idf, e all’annuncio della sospensione delle pause che consentivano gli aiuti umanitari.

AMBASCIATORE ISRALIANO IN ITALIA: “ACCORDO? SOLO CON IL RILASCIO DI TUTTI GLI OSTAGGI E HAMAS FUORI DA GAZA”

“Israele accetterà un accordo che garantisca il rilascio di tutti gli ostaggi e che preveda che Hamas lasci Gaza. Serve un meccanismo, una presenza internazionale, araba, americana, forse europea, che governi i palestinesi finché non saranno in grado di riprendere il controllo di se stessi. Garantito questo, Israele se ne andrà da Gaza”: queste le parole di Jonathan Peled, ambasciatore d’Israele in Italia e San Marino, intervistato a radio Libertà. Alla domanda se ritiene sproporzionata la reazione a Gaza del suo Paese, il diplomatico replica ricordando che “la sproporzione è stata nel massacro del 7 ottobre”. “Questa- aggiunge- è una guerra asimmetrica tra un Paese democratico e un’organizzazione terroristica che usa il suo popolo come scudi umani”.

(photo credit: Muhammad Smiry/X)

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