ROMA – La diva così bella che sembra un’aliena, ma forse lo è veramente, almeno nel film in gara. Poi il divo, che delude mancando all’appuntamento della conferenza stampa, ma magicamente riappare in serata sul tappeto rosso, in coppia con la splendida moglie. A Venezia sono arrivate le stelle Emma Stone e George Clooney sotto i riflettori, in attesa della diva per antonomasia, Julia Roberts, attesa oggi sul red carpet (ma già sbarcata al lido) per presentare il film fuori concorso “After the Hunt” firmato da Luca Guadagnino.
EMMA STONE, LA DIVA CHE CREDE NEGLI ALIENI
“Certo che credo negli alieni. Anzi, forse io stessa sono davvero un’aliena. Pensare di essere soli nell’universo sarebbe narcisistico, come fate a essere sicuri che io non sia un’aliena?”: l’ex ‘povera creatura’ Emma Stone in effetti è sbarcata a Venezia per la Mostra del Cinema, con taglio corto e occhiali da sole nel tipico stile da diva che piomba sulla terra da un altro mondo. Bellissima, questo sicuro, elegantissima, ancora di più, con il sorriso che stende. Poco importa che arrivi da Scottsdale Arizona: a 36 anni si porta in curriculm due Premi Oscar, tre Golden Globe, due Premi BAFTA, tre Screen Actors Guild Awards, quattro Critics Choice Awards e una Coppa Volpi alla Mostra del Cinema di Venezia. Insomma, è tra le stelle del cinema che accendono il cielo di Venezia nella sua 82^edizione. Il suo arrivo tra le Calli ieri, giovedì 29 agosto, per le foto di rito, la conferenza stampa, le interviste, il red carpet. Le domande cui ha dovuto rispondere fino allo sfinimento- “Sei un ‘aliena? Credi agli alieni?”- si motivano con la trama del ‘suo’ film in gara, “Bugonia”, in cui interpreta una manager di un’azienda farmaceutica rapita da due ‘complottisti’ che la credono davvero un’aliena pronta a distruggere il mondo.
Al suo fianco il regista di cui è ormai musa d’elezione, Yorgos Lanthimos, dopo quattro film insieme e il successo indiscusso di “Povere creature!”, Leone d’oro 2020 e quattro Oscar, di cui uno dell’attrice. Alle domande dei giornalisti lei risponde con una risata, provando a scherzare ‘sì, mi avete scoperta, sono un’aliena’. E poi, l’altra curiosità, è il look in cui appare nel film, rapata a zero. Come ha preso questo drastico cambiamento? “Quando mi sono vista allo specchio ho sentito una grande libertà, ho amato subito i miei capelli tagliati a zero”, risponde lei, sparigliando i pronostici. Poi il ricordo della ‘vittoria a distanza’ della Mostra di cui ora è protagonista: “Due anni fa non sono venuta, per lo sciopero degli attori. Ero a New York, sul divano, a guardare la cerimonia di assegnazione dei premi in streaming, emozionatissima. Quando è arrivato il Leone a “Povere creature!“ ho cominciato a saltare su e giù come una pazza, contenta come se fossi su quel palco anche se ero a chilometri di distanza. La mia è stata una celebrazione da lontano”. E chissà che la festa, questa volta, non sia vissuta in versione ‘live’.
CLOONEY E IL GIALLO DEL FORFAIT
“Ha la sinusite non viene”: questa la sbrigativa giustificazione data per spiegare l’assenza in conferenza stampa al lido di George Clooney, atteso come star della pellicola in gara, “Jay Kelly” di Noah Baumbach. Non solo, il divo cancella anche le interviste programmate per il pomeriggio all’Excelsior.
Dopo la serie di forfait della giornata, però l’attore americano riappare magicamente in serata, sul red carpet, sfilando a braccetto con la moglie Amal e conquistando tutti i riflettori.
Scoppia così il caso- Clooney a Venezia: non si arrestano indiscrezioni, congetture e dietrologie sugli appuntamenti mancati. La causa dell’assenza, secondo le fonti ufficiali, è una semplice sinusite. Ma tra le ipotesi circola anche la motivazione ‘politica’. Insomma, Clooney avrebbe evitato di partecipare agli incontri per sottrarsi a domande di carattere politico che in questa edizione non mancano mai, nel contesto di guerre e conflitti internazionali. Sarebbe sicuramente una novità, visto che l’attore e la moglie non hanno mai mancato in passato di prendere posizioni chiare sull’attualità e sulla politica, in particolare statunitense. Tanto più su questioni di carattere umanitario. La scorsa primavera c’è stato anche un battibecco a distanza tra Clooney e Donald Trump: il primo aveva espresso le sue preoccupazioni per lo stato della libertà di espressione negli Stati uniti, il presidente lo ha zittito chiamandolo “star del cinema di seconda categoria” e “opinionista politico fallito”. La consorte Amal Alamuddin, da sempre impegnata sul fronte dei diritti umani, ha addirittura fatto parte del pool di avvocati che ha lavorato con la Corte Penale Internazionale dell’Aja per arrivare al mandato di arresto del premier israeliano Netanyau. Fatto che l’ha portata sulla lista nera di Trump. In gioco ci sarebbero- secondo questa ipotetica versione dei fatti-la residenza in California della moglie, i conti bancari e le proprietà immobiliari, su cui si temono insomma ‘ritorsioni’ dell’amministrazione Usa, in caso di ulteriori manifestazioni di ‘aperto dissenso’.
Infine, l’ultima congettura in ballo, si rifà direttamente alla sceneggiatura del film portato a Venezia, storia di un attore, Jay Kelly, adorato dal pubblico e ‘condannato al successo’, ma anche destinato alla solitudine. Insomma, un atteggiamento volto al ‘ritiro’ verso la propria privacy sarebbe in linea con il personaggio interpretato.
(photo credit: Biennale di Venezia/Fb)



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