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In 250 ad Arnad per la ‘Rencontre valdôtaine’

Lavevaz: "La pandemia ha rafforzato i legami degli emigrati con la Valle d'Aosta"
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(DIRE – Notiziario Turismo e Sport) Arnad (Aosta), 29 ago. – In 250, tra valdostani emigrati e valdostani rimasti in Valle, hanno partecipato domenica 22 agosto alla 45esima ‘Rencontre valdôtaine’, ospiti dell’area La Keya di Arnad. Alle 9, un’esibizione della banda musicale del paese ha accolto i partecipanti, insieme alle dimostrazioni degli antichi mestieri ad opera del gruppo etnografico Travail d’In Co, che si sono susseguite per tutta la giornata. Alla messa celebrata all’aperto, alle 10, hanno fatto seguito i discorsi delle autorità, la cerimonia di inaugurazione di una targa e di deposizione di una corona di fiori in ricordo degli emigrati valdostani scomparsi.

La pandemia ha rinforzato “l’attaccamento degli emigrati per i loro paese e le loro radici”, ha affermato il presidente della Regione Erik Lavevaz. “Per questo l’amministrazione regionale deve continuare ad impegnarsi a favore della salvaguardia dell’identità valdostana e dello spirito francofono, a partire dalle nuove generazioni di emigrati”.

A Pierre Bonel, sindaco del Comune di Arnad, è toccato fare gli onori di casa, sottolineando che “qui gli emigrati potranno trovare i sapori dei prodotti tipici del loro paese, come il lardo d’Arnad dop, e scoprire aspetti storici e affascinanti della storia della Valle d’Aosta visitiando il castello Vallaise”. Le parole di Bonel hanno anticipato la testimonianza diretta di Eric Martignene, un emigrato valdostano che ha portato i ricordi di infanzia vissuti insieme alla famiglia ad Arnad.

Presente alla Rencontre anche il presidente della Co.fe.s.e.v, l’organo che raggruppa le associazioni degli emigrati, Gérard Schrepfer. “A nome di tutte le Union Valdôtaines di France, dei loro presidenti e dei loro membri, vi esprimo la nostra gratitudine per aver organizzato la tradizionale Rencontre Valdôtaine nonostante le difficoltà sanitarie”, ha affermato. “Le nostre attività associative sono state danneggiate ma vediamo la necessità di ritrovarci nell’amicizia che ci caratterizza e speriamo di poter tornare presto ad una vita il più normale possibile”.

Dopo l’aperitivo in musica e il pranzo conviviale, i partecipanti hanno visitato il paese a bordo di un trenino. Diverse le tappe: a Château Vallaise, per la visita guidata del castello e la mostra ‘Les Valdôtains dans le monde, ieri e oggi’, alla chiesa Saint-Martin e a Maison Bertolin, oltre che alla cantina-ristorante La Kiuva, per degustazioni di prodotti tipici.

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