“Ad Astra” a Venezia 76. Brad Pitt incanta il Lido, ma il film non brilla

La pellicola, presentata alla Mostra del cinema di Venezia, dal 26 settembre al cinema
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VENEZIA – Cinquantacinque anni e non sentirli, e’ proprio il caso di dirlo. Succede se ti chiami Brad Pitt. E’ stato lui il vero protagonista della 76esima edizione della Mostra del Cinema di Venezia. Arrivato al Lido in T-shirt grigia (sudata, ma che importa) e immancabile coppola, l’attore ha salutato i fan che da ore lo attendevano sotto il sole cocente. Ma non chiedetegli se crede di essere ancora un sex symbol perche’ in questo caso la domanda rimarra’ senza risposta. E’ successo durante la conferenza stampa del film ‘Ad Astra’, in concorso alla Mostra, a cui Pitt ha partecipato insieme al Liv Tyler, Ruth Negga e al regista James Gray.

Nel film, che sara’ nelle sale dal prossimo 26 settembre, Brad Pitt interpreta un astronauta in viaggio fino all’estremo limite del sistema solare per trovare suo padre (Tommy Lee Jones), da tempo disperso, e cercare di svelare un mistero che minaccia la sopravvivenza del nostro intero pianeta.

AD ASTRA, LA RECENSIONE

‘Ad Astra’ e’ pero’ anche e soprattutto una pellicola che parla di rapporti umani, di un padre assente e di suo figlio, che ha vissuto gran parte della sua vita congelando i suoi sentimenti, per seguire le orme di un uomo che, quando aveva appena 16 anni, lo ha abbandonato per cercare, ossessionato, una forma di vita intelligente nello spazio.

“Con Gray ci siamo concentrati sulla mascolinita’. Viviamo in un’epoca in cui e’ importante essere forti, non mostrare le proprie debolezze e essere rispettati, ma questo porta a far nascere delle barriere. La domanda che ci siamo posti era: e’ possibile essere piu’ aperti e avere una relazione migliore con coloro che amiamo?”, ha dichiarato Pitt, che ha raccontato in questi termini la genesi del film, di cui e’ anche produttore.

Lo sforzo, lodevole, del produttore e del regista, di trattare un tema tanto delicato, purtroppo non viene ripagato dalla pellicola, che pur indagando sui rapporti umani, continua, come una navicella spaziale impazzita, a vorticare su se stessa, impiegando oltre due ore per raggiungere una catarsi piuttosto scontata.

 A nulla valgono le imponenti e spettacolari scene nello spazio, come quella iniziale in cui vediamo l’astronauta Brad Pitt precipitare da una gigantesca antenna per atterrare sulla Terra, e gli attacchi improvvisi e poco comprensibili di pirati spaziali. Anche  la recitazione perfetta di Tommy Lee Jones, nel ruolo del padre di Brad Pitt, non riesce, purtroppo, nell’ardua impresa di salvare una pellicola dalla quale ci si attendeva molto. Peccato.

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29 Agosto 2019
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