Migranti, Trenta contro Salvini: “Non può azzerare il diritto al soccorso di donne e bambini”

Ieri il ministro dell'Interno aveva firmato il divieto di ingresso in acque italiane per la Nave Jonio
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

ROMA – “Ieri ho firmato l’ennesimo decreto interministeriale su divieto di sbarco perché tecnicamente, dal punto di vista militare, non vi erano ostacoli a ciò. Contemporaneamente credo però che il ministro dell’Interno, pur nell’ambito dei suoi poteri in materia di ordine e sicurezza pubblica come dettati dalla disciplina del decreto Sicurezza bis, non possa mai travalicare e azzerare il sacrosanto diritto di bambini, donne in gravidanza, ammalati o persone in difficoltà di essere soccorsi“. Elisabetta Trenta, ministro della Difesa, lo scrive su Facebook a proposito del divieto di ingresso e sosta nelle acque italiane emesso dal ministro dell’Interno Matteo Salvini e controfirmato prima dal collega alle Infrastrutture e Trasporti e poi dalla stessa Trenta, seppur con un richiamo alla necessità di soccorrere donne, bambini e minori.

LEGGI ANCHE Salvini dice ‘no’ alla Mare Jonio e firma il divieto di ingresso

“Il soccorso a queste persone diventa diritto di ingresso perché a fianco del decreto Sicurezza sono vigenti, per fortuna, norme internazionali e norme interne che lo impongono- aggiunge Trenta- Si tratta di principi sacrosanti che fanno parte della nostra cultura intrisa della tutela umanitaria e della salvaguardia dei diritti dell’uomo“.

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

Leggi anche:

29 Agosto 2019
Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»