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Genova, i magistrati commossi sul luogo del disastro: “Ferita enorme per città”

"E' impressionante vedere lo stato dei luoghi anche adesso e capire cosa è avvenuto", dice il procuratore capo Cozzi

GENOVA – “L’impressione è quella di una ferita enorme per Genova“. Lo dice il procuratore generale di Genova, Valeria Fazio, al termine del sopralluogo ai resti del ponte Morandi assieme al procuratore capo, Francesco Cozzi, e all’aggiunto, Paolo D’Ovidio. “Le indagini saranno complesse e lunghe– prosegue il magistrato- ma la mia sensazione qui è da cittadina. Sono qui per capire. Visto che c’è un grosso lavoro che l’autorità giudiziaria dovrà fare, mi interessava capire bene”.

COZZI: SONO COMMOSSO, IMPRESSIONA CAPIRE COSA È SUCCESSO

“Sono commosso anch’io perché, al di là della nostra professionalità e freddezza, è impressionante vedere lo stato dei luoghi anche adesso e capire, su indicazione dei Vigili del fuoco e dei consulenti, che cosa è avvenuto”. È quanto afferma il procuratore capo di Genova, Francesco Cozzi, oggi pomeriggio al termine del sopralluogo ai resti del ponte Morandi assieme al procuratore aggiunto, Paolo D’Ovidio, e al procuratore generale, Valeria Fazio. “Abbiamo fatto una visita con il procuratore generale che voleva avere contezza del luogo in cui è accaduto il disastro- prosegue il magistrato- ed è stato utile anche per capire le modalità di acquisizione e di repertazione e le cautele che vengono osservate per garantire l’integrità della prova da parte dei consulenti tecnici e dei Vigili del fuoco”.

REPERTI PROCURA IN CAPANNONE AMIU SU “MODELLO USTICA”

Una parte dei reperti del ponte Morandi che dovranno essere esaminati dai consulenti della Procura di Genova saranno custoditi in un capannone messo a disposizione da Amiu, la municipalizzata per l’igiene urbana, nei pressi del luogo del disastro. È quanto annunciato dal procuratore Cozzi, oggi pomeriggio al termine di un sopralluogo nella zona rossa. “I resti selezionati e catalogati dai consulenti– spiega il magistrato- verranno sistemati in questo hangar, un po’ come è stato fatto per la tragedia di Ustica“. La nuova disponibilità, prosegue Cozzi, “evita che i reperti debbano essere trasportati a quattro chilometri di distanza, dove invece continueranno a essere trasportati i detriti non utili o non significativi”.

“ACQUISITA RELAZIONE MORANDI SU DEGRADO PONTE”

Tra i documenti acquisiti dalla Procura di Genova c’è anche una relazione del 1979 dell’architetto Riccardo Morandi, progettista del ponte, che si diceva sorpreso dal rapido degrado dei materiali. “È uno dei documenti che sono all’esame dei consulenti tecnici”, conferma il procuratore capo, Francesco Cozzi, oggi pomeriggio al termine del sopralluogo sui luoghi del disastro del ponte Morandi assieme al procuratore aggiunto, Paolo D’Ovidio, e al procuratore generale, Valeria Fazio. “È una relazione corposa che sarà anche utile per mettere un punto nello spazio e nel tempo dell’esame della struttura e vedere che cosa è stato fatto dopo”, conclude il magistrato.

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2020-12-17T13:30:10+02:00