Yemen, Onu. “Tutte le parti hanno commesso crimini di guerra”

La denuncia delle Nazioni unite in un rapporto di 41 pagine
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ROMA – In un rapporto di 41 pagine redatto da un gruppo di esperti incaricati dall’Ufficio per i diritti umani (Ohchr), le Nazioni Unite puntano il dito contro la coalizione militare a guida saudita e i ribelli houthi, sostenendo che le violazioni contro la popolazione civile dello Yemen esaminati possono inquadrarsi come crimini di guerra. Data tale situazione, secondo gli esperti a carico “degli esponenti degli esponenti del governo yemenita e della coalizione – inclusa l’Arabia Saudita e gli Emirati Arabi Uniti – e delle autorità de facto” dovrebbe essere avviata un’inchiesta “da parte di un tribunale indipendente e competente”.

Nel report vengono fornite descrizioni della situazione umanitaria nel Paese da settembre 2014 – sei mesi prima dell’ingresso della coalizione internazionale nel conflitto – a giugno 2018. In particolare sono state osservate “violazioni e abusi dei diritti umani, del diritto internazionale umanitario e del diritto penale internazionale commessi dalle parti in conflitto”. Il rapporto, si legge nel testo, “identifica anche aree significative in cui potrebbero essere state commesse violazioni e abusi, ma sono necessarie ulteriori indagini”.

L’agenzia Onu calcola che “dal marzo 2015 fino al 23 agosto 2018, 6.660 civili sono stati uccisi e 10.563 feriti. Tuttavia, è probabile che le cifre reali siano significativamente più alte”. Il rapporto Ohchr osserva che “gli attacchi aerei della coalizione hanno causato la maggior parte delle vittime civili dirette. I raid aerei hanno colpito aree residenziali, mercati, funerali, matrimoni, strutture di detenzione, imbarcazioni civili e persino strutture mediche”.

I funzionari Onu avrebbero “ragionevoli motivi per ritenere che esponenti yemeniti di governo e la coalizione possano aver condotto attacchi in violazione dei principi di distinzione, proporzionalità e precauzione che possono ammontare a crimini di guerra”.

“Esistono poche prove di qualsiasi tentativo da parte delle parti in conflitto di ridurre al minimo le vittime civili. Li invito a dare priorità alla dignità umana in questo conflitto dimenticato”, ha affermato Kamel Jendoubi, presidente del Gruppo di esperti per lo Yemen. Quindi si denunciano le “severe restrizioni navali e aeree” imposte dalla coalizione “a vari livelli, da marzo 2015”. Ci sarebbero “fondati motivi” per ritenere che queste azioni “costituiscano una violazione della regola di proporzionalità del diritto internazionale umanitario. Inoltre, la chiusura effettiva dell’aeroporto di Sana’a è una violazione della protezione del diritto umanitario per gli ammalati e i feriti. Tali atti, insieme con l’intento richiesto, possono ammontare a crimini internazionali”.

Denunciati infine casi di arresti arbitrari “in tutto il Paese”, torture e maltrattamenti “in alcune strutture”. “Nella maggior parte dei casi, i detenuti non sono stati informati delle ragioni del loro arresto” ed è stato negato loro “l’incontro con l’avvocato o il giudice”. Alcuni detenuti “risultano scomparsi”.

Raccolte poi testimonianze di “abusi e violenze sessuali contro gli sfollati, i migranti e altri gruppi vulnerabili”. “Gli esperti hanno ricevuto informazioni secondo cui il governo dello Yemen, le forze sostenute dalla coalizione e le forze di Houthi-Saleh hanno arruolato bambini e adolescenti nelle forze armate o nei gruppi e li hanno utilizzati per partecipare attivamente alle ostilità. Nella maggior parte dei casi, i bambini avevano tra gli 11 e i 17 anni, ma ci sono state segnalazioni affidabili circa l’uso di bambini di otto anni”.

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