Namibia, Berlino restituisce i teschi del genocidio

Consegnati resti vittime stragi che colpirono nema ed herero
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ROMA – Ossa e teschi di circa 30 vittime delle stragi di comunità nema ed herero commesse un secolo fa dall’esercito tedesco nell’allora Africa del sud-ovest, oggi Namibia, sono state consegnate stamane a discendenti di queste comunità subsahariane nel corso di una cerimonia in una chiesa di Berlino. I resti erano giunti in Germania ai primi del Novecento per esperimenti che avrebbero dovuto dimostrare una superiorità razziale dei bianchi europei. Consegne di teschi e ossa si erano già tenute nel 2011 e nel 2014, prima però che il governo tedesco attraverso la cancelliera Angela Merkel definisse “genocidio” i massacri compiuti per reprimere le rivolte anti-coloniali a partire dal 1904. Gli storici concordano sul fatto che nell’arco di pochi anni gli herero e i nema uccisi furono almeno 100mila. Pur riconoscendo le stragi come genocidio, Berlino si è sempre rifiutata di versare risarcimenti, a differenza di quanto avvenuto dopo la Seconda guerra mondiale. Una class action per ottenere riparazioni dalla Germania è però stata avviata a New York dai rappresentanti delle comunità della Namibia, Paese divenuto indipendente nel 1990, dopo la fine del dominio tedesco e poi dell’apartheid sudafricano.

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