Vaccini, l’appello di un genitore: “Mio figlio a scuola rischia la vita”

Al Comune di Rimini è arrivata una richiesta disperata
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

BOLOGNA – “Vi prego di inserire mio figlio in una classe in cui tutti gli altri bimbi siano regolarmente vaccinati. Non può avvicinarsi a chi non è stato vaccinato. Se si ammala rischia la vita“. E’ questo il messaggio disperato che un genitore ha inviato in questi giorni al Comune di Rimini, a pochi giorni dal ritorno a scuola. Una richiesta che l’assessore ai Servizi educativi del Comune, Mattia Morolli, ha deciso di rendere pubblica con una lettera aperta, nella speranza di sensibilizzare ancora di più le famiglie sul tema delle vaccinazioni.

“Nel 2018 mai avrei pensato di ricevere una richiesta così disperata da parte di un genitore di un bimbo iscritto nelle nostre scuole per l’infanzia- scrive Morolli- una richiesta arrivata nei nostri uffici di via Ducale, che prendo come simbolo di un malessere crescente, e fortunatamente sempre meno silente, di quel 95% di famiglie riminesi che hanno regolarmente vaccinato i loro figli”.

Anche a Rimini, come in tutta Italia, sono infatti presenti “casi difficili e delicati come quelli dei bimbi immunodepressi, che non possono vaccinarsi– sottolinea l’assessore- alcuni di loro rischiano la vita se non si raggiunge l’immunità di gregge, data dalla maggioranza sana che si vaccina, proteggendo così anche i più deboli”. Secondo Morolli, “parlando anche solo con una di queste famiglie si capisce quanto la questione dei vaccini e in generale il tema della salute sia troppo importante per persone come loro, che hanno vissuto sulla pelle dei propri figli il dramma di una grave malattia, per ridurla a propaganda, a tornaconto elettorale, a scontro ideologico”.

Come istituzioni e come comunità, dunque, “abbiamo davanti a noi la vita concreta delle persone da salvaguardare– afferma Morolli- e questo diritto viene prima di ogni altro”.  A maggior ragione, spiega l’assessore, “come Comune di Rimini continueremo a essere inflessibili nella verifica del rispetto delle vaccinazioni previste dalla legge Lorenzin”. E nel caso “fossimo obbligati ad accettare le autocertificazioni, come sembra prevedere il nuovo decreto voluto dal Governo- aggiunge Morolli- saremo inflessibili nel controllo e nelle sanzioni. Controlli che saranno capillari, a tappeto, caso per caso e non a campione. Non possono esistere campioni o percentuali quando anche solo un caso può determinare la vita o la morte di un bambino. Le autocertificazioni errate e false saranno segnalate subito in Procura”.

Per l’assessore riminese, oltretutto, “in questo surreale dibattito una speranza sembra venire dalla Regione Emilia-Romagna, dalla quale siamo in attesa proprio in queste ore di un importante segnale riguardo una probabile legge regionale sui vaccini, che tuteli maggiormente le famiglie e vada nella direzione auspicata del rispetto delle norme vigenti”. Morolli si augura dunque di “poter presto rispondere a quel genitore disperato che non abbiamo bisogno di isolare suo figlio dagli altri per salvarlo, ma che può lasciarcelo tranquillo perchè ognuno, soprattutto coloro che possono scegliere, ha fatto la sua parte, tutelando se stessi e i loro compagni meno fortunati. La certezza è che, a Rimini, siamo già al lavoro senza sosta da parte degli uffici e del personale che, come me, sta vivendo questo difficile momento, con grande coinvolgimento non solo professionale ma anche e soprattutto umano e civile”, conclude l’assessore.

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

Agenzia DIRE - Iscritta al Tribunale di Roma – sezione stampa – al n.341/88 del 08/06/1988 Editore: Com.e – Comunicazione&Editoria srl Corso d’Italia, 38a 00198 Roma – C.F. 08252061000 Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»