Veneto, gli uffici statali dovranno esporre la bandiera della Regione: multe fino a 1.000 mila euro

Il Consiglio regionale veneto ha approvato oggi la legge tra le polemiche di Partito democratico e Area popolare
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

VENEZIA – Da oggi prefetture, scuole, centrali di polizia e dei carabinieri e gli altri uffici pubblici sul territorio veneto dovranno esporre la bandiera della Regione. Lo prevede la legge presentata dalla consigliera Silvia Rizzotto (Zaia presidente), approvata oggi dal Consiglio regionale veneto tra le polemiche di Partito democratico e Area popolare. Nello specifico, la legge varata prevede l’obbligo di esposizione per gli uffici statali presenti sul territorio, gli uffici pubblici e gli enti strumentali della Regione, ma anche per chiunque abbia ricevuto contributi regionali per l’acquisto di beni e servizi, con una particolare menzione per le imbarcazioni.

SANZIONI DA 100 A 1.000 EURO, FASCIA INVECE E’ FACOLTATIVA

Silvia Rizzotto

Nel caso ciò non avvenga, sono previste sanzioni da 100 a mille euro, che non si applicheranno però ai rappresentanti della Regione che, partecipando ad un evento pubblico, non indosseranno la fascia veneta. La prima versione della legge prevedeva l’obbligatorietà, ma poi un emendamento della stessa Rizzotto ha precisato che indossarla sarà facoltativo. E un altro emendamento dà la possibilità anche ai privati di decidere se esporre o meno la bandiera veneta durante le manifestazioni a cui la Regione ha contribuito finanziariamente, sostituendo esposizione “obbligatoria” con esposizione “consigliata”. Al di là di questo, però, i punti critici contestati dall’opposizione rimangono molti.

A cominciare dall’emendamento presentato sempre da Rizzotto che modifica l’articolo alla base dell’intera legge, ovvero quello che prevede l’obbligo di esposizione della bandiera veneta, precisando che sarà valido anche “all’esterno degli edifici sedi della Prefettura e degli uffici periferici delle amministrazioni dello Stato, della Regione, dei Comuni e delle Province, della Città metropolitana, nonché sedi di Consorzi ed unioni di enti locali, delle comunità montane e degli altri organismi pubblici”. Con questo emendamento “imponiamo un obbligo a terzi che stanno sopra a noi sulla scala gerarchica“, evidenzia Marino Zorzato (Ap), “e lo facciamo ignorando il parere degli Uffici legali regionali, che è contrario”.

Questa mattina, infatti, il consigliere Piero Ruzzante (Mdp) ha chiesto un parere degli Uffici legali regionali sull’emendamento, e gli avvocati si sono espressi chiaramente definendolo inammissibile. Ciò non ha però impedito a Roberto Ciambetti, presidente del Consiglio regionale, di farlo votare ugualmente, in quanto l’ammissione degli emendamenti è una sua competenza e può prescindere dal parere degli Uffici. “In caso la legge ci venga poi contestata le spese legali le pagherà il presidente?”, chiede allora provocatoriamente Zorzato, proponendo di “abolire i pareri degli Uffici legali regionali, perché se tanto li ignoriamo sono inutili”.

LA BANDIERA VA ESPOSTA ANCHE SUI PESCHERECCI ACQUISTATI CON CONTRIBUTI REGIONALI

Altro punto duramente contestato è l’obbligo per i privati di esporre la bandiera sulle imbarcazioni acquistate con contributi regionali, principalmente pescherecci, previsto da un emendamento dell’assessore allo Sviluppo economico, Roberto Marcato. “Così si obbliga chi ha ricevuto i contributi ieri a esporre una bandiera oggi”, commenta Zorzato, definendo l’obbligo “un’idiozia patentata“, e chiedendo cosa dovrebbe accadere nel caso in cui “il privato che ha acquistato una barca con il contributo della Regione la abbia nel frattempo venduta ad un sud tirolese”. La Regione non può imporre a polizia di stato e carabinieri di esporre la bandiera, in quanto secondo la Costituzione questi corpi rimangono di competenza esclusiva dello Stato, aggiunge poi Ruzzante.

STANZIATI 50MILA EURO, MA NON BASTANO NEANCHE PER LE SCUOLE

Capitolo a parte merita la copertura finanziaria, per cui la maggioranza prevede uno stanziamento di 50 mila euro che le opposizioni giudicano se non altro insufficiente. Lo stesso Ruzzante, pur contrario all’impianto dell’intera legge, evidenzia come la norma preveda la possibilità per le scuole e per altri enti pubblici di richiedere la bandiera veneta alla stessa Regione. Se tutte le scuole dovessero chiedere la bandiera i 50 mila euro non sarebbero di certo sufficienti, obietta Ruzzante. Al di là delle contestazioni, però, la legge viene approvata con il voto favorevole di Lega Nord, Forza Italia, Veneto Civico, Siamo Veneto e Centro destra veneto, e l’astensione di Ruzzante e del Movimento 5 stelle e il voto contrario di Partito democratico a Alessandra Moretti presidente.

di Fabrizio Tommasini, giornalista

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

Agenzia DIRE - Iscritta al Tribunale di Roma – sezione stampa – al n.341/88 del 08/06/1988 Editore: Com.e – Comunicazione&Editoria srl Corso d’Italia, 38a 00198 Roma – C.F. 08252061000 Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»