“Amo Allah, voi siete diavoli”, e sfonda a calci la porta della Prefettura. Era ubriaco/VIDEO

E' accaduto ieri a Reggio Emilia: è stato denunciato e portato al Cie di Torino, da dove sarà rimpatriato in Marocco
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REGGIO EMILIA – Sono stati attimi di grande tensione, quelli registrati ieri a Reggio Emilia davanti all’ingresso secondario della Prefettura in via San Pietro Martire. Verso le 13.30 un uomo marocchino di 36 anni si è prima inginocchiato in mezzo alla strada a pregare nella posa tipica dei fedeli islamici, per poi sfondare il portone della Prefettura con un calcio. Al poliziotto di guardia in servizio che stava per uscire in strada il giovane, visibilmente ubriaco, ha rivolto degli insulti, aggiungendo poi: “Io amo Allah” e “Voi siete dei diavoli e io ammazzo tutti i diavoli“. Sul posto sono intervenuti anche agenti della Digos e della squadra Volanti della Questura, a cui il marocchino si è rivolto con frasi sconnesse, tra cui “Allah Akbar“.

Visto l’evidente stato di agitazione indotta dall’alcol, il 36enne è stato scortato dalla Polizia all’ospedale Santa Maria Nuova, dove le visite hanno accertato la diagnosi di “alterazione del comportamento per abuso etilico”. Il giovane è stato denunciato per minaccia a pubblico ufficiale e danneggiamento e, considerato “socialmente pericoloso”, è stato trasferito al centro di identificazione ed espulsione di Torino da cui sarà rimpatriato in Marocco.

REGOLARE DAL 2009 AL 2014, AVEVA GIA’ RICEVUTO 4 ESPULSIONI

Da quanto ricostruito dalla Digos il marocchino aveva già ricevuto 4 provvedimenti di espulsione: uno nel 2015 perchè irregolare, e altri 3 collezionati per lo stesso motivo in questo mese, l’ultimo dei quali spiccato dal questore Isabella Fusiello il 21 agosto scorso. Il giovane è stato in regola con il permesso di soggiorno- ottenuto per motivi di lavoro- dal 2009 al 2014. In occasione dell’ultimo rinnovo di 3 anni fa, però, ha presentato dei documenti falsi relativi ad un contratto di lavoro in realtà inesistente. Dalle verifiche dell’ufficio Immigrazione della Questura è risultato infatti che l’azienda in cui il marocchino dichiarava di essere impiegato aveva cessato l’attività alcuni mesi prima a causa della morte del titolare.

Nel 2015 lo straniero irregolare era inoltre stato arrestato per possesso di stupefacenti e strumenti atti ad offendere. A Reggio Emilia dormiva in luoghi di fortuna e talvolta ospitato da alcuni conoscenti che, dopo le perquisizioni domiciliari effettuate dalla Digos, sono risultati del tutto estranei ai fatti. “Sicuramente- spiega il dirigente della Digos reggiana Lucio Di Cicco- il soggetto nutriva del risentimento verso l’autorità. Per questo, considerate anche le frasi pronunciate in cui associava il personale di Polizia e alcuni passanti a ‘diavoli’ si è provveduto a portarlo al Cie di Torino, in attesa dell’espulsione dal territorio nazionale”.

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