di Amelia Cartia
ROMA – “La salute mentale è la grande sfida della nostra epoca. È un’emergenza silenziosa, che attraversa soprattutto le nuove generazioni”. Così il ministro della Salute, Orazio Schillaci, rispondendo in Aula al Question Time, interrogato da Noi Moderati sul tema della salute mentale.
“I numeri- ha dichiarato il ministro- parlano chiaro: ogni giorno, in media, più di millesettecento persone si rivolgono al pronto soccorso per un disturbo psichiatrico. Dietro ogni numero c’è una persona e una sofferenza spesso taciuta. Di fronte a tutto questo il governo ha fatto una scelta di fondo: il primo passo è il piano di azioni nazionale per la salute mentale 2025-2030, approvato lo scorso dicembre. È la cornice strategica di promozione, prevenzione, cura, riabilitazione, lungo tutto l’arco della vita, con un’attenzione particolare all’infanzia e all’adolescenza. Voglio ricordarlo: era un piano che mancava, in Italia, da 13 anni”.
“La legge di bilancio- ha aggiunto- lo ha accompagnato con risorse dedicate: ottanta milioni già quest’anno, e stanziamenti crescenti nei prossimi anni, con una quota importante per la prevenzione, e con risorse specifiche per assumere il personale. È in dirittura d’arrivo l’iter del decreto che ripartisce quelle risorse tra le Regioni”.
“L’obiettivo di fondo- ha concluso il ministro- resta uno: consolidare la rete dei servizi sul territorio e intercettare presto il disagio, prima che diventi malattia“.
SCHILLACI: CENTO MILIONI PER LOTTA ALL’ALZHEIMER
Nel corso del Question time, il ministro ha anche toccato l’argomento Alzheimer: “L’invecchiamento della popolazione è tra le priorità di questo ministero e l’Alzheimer ne è il volto più difficile. La legge di bilancio per il 2026 ha destinato fondi importanti alla lotta contro l’Alzheimer e le demenze: cento milioni per quest’anno e altre risorse negli anni successivi. Sono fondi con una destinazione precisa. Vanno alle Regioni, all’interno del fabbisogno sanitario nazionale standard. Servono a migliorare la protezione sociale dei malati, a garantire la diagnosi precoce, ad assicurare una presa in carico tempestiva”.
“Intanto- aggiunge Schillaci- ho avviato anche interlocuzioni con il ministro Giorgetti per la prossima legge di bilancio: una parte delle risorse deve continuare a servire per sostenere queste fasce fragilissime. In una nazione che invecchia rapidamente abbiamo il dovere di lavorare sul futuro continuando a rafforzare la prevenzione, ma dobbiamo anche pensare a chi oggi vive una situazione di difficoltà, affrontando magari più patologie o le malattie neurodegenerative. Penso anche al tema delle residenze sanitarie per anziani: è un tema questo che merita una soluzione normativa nazionale. Ci stiamo lavorando”.
Sul tema dei farmaci, il ministro ha aggiunto: “Nessun grande paese europeo, oggi, li rimborsa, però capisco la preoccupazione che muove questa interrogazione: che l’accesso alle cure dipenda dal reddito o dalla Regione di residenza. Il ministero e l’Aifa continuano a seguire da vicino l’evoluzione degli studi. Quando le evidenze saranno solide, quelle terapie potranno entrare nel Servizio sanitario, in sicurezza e per tutti”.
SCHILLACI: DISPONIBILITÀ FARMACI QUESTIONE SICUREZZA NAZIONALE
“La disponibilità di un farmaco è sicurezza nazionale, esattamente come l’energia o le materie prime”, ha detto ancora Schillaci.
“Oggi- ha aggiunto- Cina e India coprono oltre la metà della produzione mondiale di principi attivi, e per alcune categorie essenziali, penso agli antibiotici, si supera l’ottanta per cento. L’Agenzia italiana del farmaco monitora le carenze, autorizza importazioni straordinarie quando serve, pone limiti alle esportazioni parallele, indica le alternative terapeutiche. Abbiamo il Tavolo Tecnico Indisponibilità, coordinato da Aifa, che ha dato prova di efficacia proprio negli anni più duri della pandemia e che stiamo ulteriormente rafforzando. E accanto, presso il ministero, trova un Tavolo permanente sull’approvvigionamento dei farmaci, che ha il compito di intercettare le criticità prima che diventino emergenze”.
“La sovranità farmaceutica- ha detto ancora il ministro- si costruisce anche in Europa. Il Critical Medicines Act va in questa direzione: una cooperazione strutturata tra istituzioni europee, autorità nazionali e industria. Significa agire insieme sulle carenze, ridurre la competizione tra Stati membri per accaparrarsi le stesse dosi, portare trasparenza nella filiera. In questo tavolo l’Italia c’è, e spinge e lo fa con un ruolo di primo piano”.
“Vanno incoraggiati i nostri parlamentari europei a supportare il ruolo dell’Italia nel finanziare il reshoring”, ha concluso Schillaci.



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