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All’evento SIC Italia un confronto su sexting, deepfake e bodyshaming

SIC NAPOLI
I ragazzi: "Per maggiore consapevolezza serve educazione sessuale a scuola"
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NAPOLI – “Il rapporto tra coetanei, i rapporti coi genitori, l’amore, il coraggio, l’adolescenza. Si tratta di temi importantissimi ed è bene che i ragazzi li esprimano e che imparino a saperli esprimere, anche attraverso produzioni creative. È per questo che è importante portare l’insegnamento del cinema e delle performing arts dentro le scuole”. Così il Ministro Bianchi in videomessaggio per l’apertura alla masterclass di Generazioni Connesse – Safer Internet Center Italia al Giffoni Film Festival 2021.

In occasione della premiazione per il concorso “Generazioni Creative – Diventa un autore”, indetto dal Ministero della Cultura, i partner di Generazioni Connesse, un progetto co-finanziato dalla Commissione Europea e coordinato Ministero dell’Istruzione, hanno voluto portare i temi in gara al centro di un dibattito con i giovanissimi partecipanti del festival. Con l’aiuto di esperti, ma soprattutto con la partecipazione del pubblico, sul palco del Giffoni si parla di fenomeni come sexting, deepfake, revenge porn, bodyshaming, ma anche più semplicemente della condivisione online di contenuti quali foto, video o audio.

Da subito il dibattito si fa acceso con le prime considerazioni dei ragazzi e delle ragazze in sala sulle conseguenze connesse al bodyshaming. Siamo sempre più insicuri, motivo per cui, afferma la giovane Lau, “non sempre quello che condividiamo online corrisponde a realtà”. Si dice d’accordo Roberto, per cui “il 50% di quello che si pubblica online è dimostrazione di se stessi, il resto è apparenza e riflette il desiderio di apparire all’esterno in un certo modo anche se non si è realmente così”.

A guidare e concludere il primo dibattito è Mariangela d’Ambrosio, assistente sociale presso la cooperativa Edi. “Il concetto di onlife ci spiega che non esiste più differenza tre reale e virtuale. Ecco perché è sempre più importante chiedersi: chi vogliamo essere online? Serve consapevolezza della nostra unicità, delle nostre caratteristiche irriproducibili. Soprattutto, serve calibrare l’utilizzo che facciamo dello smartphone e dei social”. A introdurre, poi, il confronto sul fenomeno sexting, e sui rischi a esso connessi, è la proiezione del quinto episodio della webseries “We are Fearless”, di UNCOSO. L’episodio racconta in reverse la storia di una ragazza vittima di revenge porn.

“La tecnologia aumenta il rischio che alcune confidenze possano finire sulla bocca e sugli smartphone di tutti” spiega Diego D’Ambrosio, executive producer e director di UNCOSO.  “Abbiamo studiato senza giudizio o pregiudizi i fenomeni che interessano la generazione che abbiamo scelto di raccontare per provare a spiegare che è importante riflettere sulle conseguenze delle nostre azioni. Sia quando condividiamo una nostra foto intima, sia quando condividiamo foto intime d’altri senza consenso. Riflettiamo di più prima di premere il tasto invio”.

Tra gli ospiti anche Maria Antonietta Scocco, protagonista dell’episodio. “L’approccio del personaggio alla vicenda è forse l’approccio migliore che si potrebbe scegliere di avere. Bisogna affrontare queste cose con maturità e coraggio”.

Prosegue quindi il dibattito sul tema insieme ai ragazzi e agli esperti. Da subito pare che dal pubblico si prema sul fatto che si sottovalutino i problemi alla base del sexting. Per Luce “il vero problema è il pressing psicologico tra peer”, mentre per Laura il vero dramma è che certi argomenti siano ancora taboo, che a scuola ancora non si faccia educazione sessuale: “c’è una formazione di cui necessitiamo assolutamente: quella del proprio corpo e della sessualità. La scuola se ne deve occupare”. Le violenze online sono da considerarsi dunque alla stessa stregua delle violenze nel mondo fisico: la vittima non ha colpa. Il punto per Laura è quindi educare al rispetto e alla non violenza. “Fare sexting se c’è consenso e se siamo maggiorenni non è un problema”.

Come sottolinea, però, Silvia Mattaroccia, psicologa di telefono azzurro, moltissimi sono i minorenni che fanno sexting. “Quello che emerso dalle considerazioni di Laura e Luce è l’esigenza di acquisire consapevolezza. Da una parte consapevolezza del rischio e delle conseguenze, dall’altra consapevolezza di avere un corpo, di volerlo e poterlo utilizzare. I giovani credono di avere questa consapevolezza. Si parla spesso del senso di onnipotenza adolescenziale. Questo offusca l’esame e il dato della realtà effettiva, rispetto anche al sexting. Ed è in questo contesto che deve inserirsi la rete, famigliare, la rete scolastica, ma anche la rete sociale. Telefono Azzurro offre un servizio help-line gratuito e anonimo, alla linea 196 96”.

Proprio sugli strumenti a disposizione e a protezione delle vittime online interviene la Dirigente della Polizia Postale della Campania, Maria Rosaria Romano. “Prima della punizione serve la prevenzione. Su certi temi bisogna confrontarsi, esprimere i propri dubbi. Gli strumenti a tutela non sono quindi per forza strumenti penalistici. In caso di bullismo e cyberbullismo, ad esempio, esiste anche la procedura dell’ammonimento dell’autorità provinciale, utile a bloccare la condotta che provoca dolore. C’è poi il portale del commissariato online: YouPol. La tematica del consenso- aggiunge Romano- è una tematica importante, riconosciuta dal legislatore. L’articolo 612 ter del codice penale è molto chiaro su come agire in presenza di chi senza il consenso della persona divulga materiale sessualmente esplicito”.

Prima della premiazione finale, interviene con un saluto anche Claudio Gubitosi, direttore del Giffoni Film Festival. “François Truffaut in un colloquio privato, al ristorante, mi disse: tutto quello che noi facciamo per i ragazzi e per le ragazze è sempre poco. È per questo che non ci dobbiamo arrendere dobbiamo fare sempre di più”. A presentare, infine, i vincitori del concorso “Generazioni Creative – Diventa Autore” –  iniziativa del Ministero della Cultura, coordinato dalla DGBDA attraverso il CREDA e in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione – c’è Maria Letizia Bixio, in rappresentanza del MiC.

Per conoscere le opere vincitrici è possibile consultare il sito www.generazioniconnesse.it/site/it/2021/07/28/proclamati-i-vincitori-del-concorso-generazioni-creative-diventa-autore/

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