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L’aggressore dell’aeroporto di Bologna è il regista ottantenne Boris Lehman: denunciato

Boris_Lehman foto wikipedia commons
Si è rifiutato di pagare una nuova tariffa per eccedenza del peso del bagaglio e ha messo le mani addosso a tre persone
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di Luca Donigaglia e Federica Mingarelli

BOLOGNA – L’addetta dell’imbarco gli ha fatto notare che il suo bagaglio era troppo pesante, per i limiti imposti dalla compagnia con cui viaggiava (Ryanair) diretto in Belgio, e che quindi bisognava adeguare la tariffa. Il diretto interessato però è esploso, all’improvviso, e l’ha presa per i capelli scaraventandola a terra. La donna, 51enne, è stata accompagnata dal 118 all’ospedale Maggiore, dove le sono stati notificati 25 giorni di prognosi. Il passeggero che ha perso la pazienza, ma più che altro la testa, è il regista belga 80enne Boris Lehman, cittadino svizzero nonché autore di cinema sperimentale.

Insieme con l’addetta 50enne, il diretto interessato ha aggredito l’altra sera all’aeroporto anche due suoi colleghi della stessa società di handling, GH Bologna. La Polaria, confermando oggi che effettivamente si tratta di Lehman, l’ha denunciato per lesioni gravi: l’anziano passeggero, una volta fermato dagli agenti, ha capito di aver a dir poco esagerato e ha chiesto scusa, ma era troppo tardi.

In tutto questo, dopo la denuncia del sindacati, la società Aeroporto di Bologna ha espresso “totale solidarietà e vicinanza al personale coinvolto nell’accaduto”, precisando più in generale che, oltre alle campagne di sensibilizzazione sul fronte aggressioni, “sono stati organizzati incontri per studiare azioni condivise a supporto del lavoro della Polizia e delle forze dell’ordine presenti nello scalo”: per “rafforzare ulteriormente questa collaborazione “verrà richiesto con urgenza un incontro in Prefettura coinvolgendo enti, società di handling e parti sociali”, ha annunciato la società del Marconi.

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

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