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Laura Massaro: “Noi peggio dei carcerati, Cartabia invii ispettori al tribunale dei Minorenni di Roma”

laura massaro
"Mio figlio è condannato in nome della patria potestà. Le istituzioni mi calunniano", scrive Massaro
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ROMA – “Denuncio per l’ennesima volta come le istituzioni giudiziarie abbiano condannato un bambino ed una famiglia innocenti a soffrire pene indescrivibili in assenza di motivazioni alla base delle loro decisioni apodittiche. Siamo stati privati della libertà personale, del diritto alla salute, del diritto ad un giusto processo, delle nostre risorse economiche, della nostra privacy avendo dovuto negli ultimi 8 anni sempre rendere conto di ogni nostro minimo movimento o impegno o problema personale ai servizi sociali, al padre del bambino e negli ultimi due anni anche alla tutrice e nonostante questo siamo stati sempre più calunniati e minacciati in una escalation di provvedimenti via via più intimidatori e discriminanti. Sono vittima insieme a mio figlio di una persecuzione giudiziaria e di abusi di potere senza precedenti e di feroce malagiustizia”. Inizia con queste parole la lettera che Laura Massaro, mamma coraggio simbolo della denuncia della violenza istituzionalizzata, ha scritto in occasione della manifestazione che si è tenuta a Roma per chiedere lo stop ai prelievi forzosi dei minori.

Come molte altre mamme accusata da Ctu del Tribunale di alienazione parentale oggi rischia, ogni giorno, che suo figlio di 11 anni, che in tutte le sedi fino all’ultima lettera scritta di suo pugno per la ministra Cartabia, implora di restare con la mamma e con i nonni, venga portato in casa famiglia.

“Siamo stati vivisezionati a causa di perizie discutibili di 3 CTU le cui risultanze basate meramente sul costrutto ascientifico e nazista dell’alienazione parentale nominata direttamente nella CTU del 2018 e indirettamente come conflitto di lealtà in quella del 2013, sono state acriticamente riportate dai giudici nelle loro sentenze fin dal 2014 sebbene nessuno dei numerosi operatori intervenuti nella vicenda e incaricati dagli stessi giudici quali assistenti sociali, psicologi, educatori e perfino giudici onorari che hanno ascoltato mio figlio non hanno mai ritenuto che io fossi una madre inadeguata, anzi a più riprese sono stata definita un’ottima madre che stava crescendo ed educando un bambino in maniera adeguatissima nonostante il calvario a cui ci hanno condannato e nonostante gli agiti persecutori del padre del bambino riscontrati dagli stessi servizi sociali tanto da segnalarmi al centro antiviolenza di Differenza Donna nel 2017 per i suoi comportamenti verso me e mio figlio. Abbiamo sempre eseguito tutto quanto ci è stato imposto dalle autorità piegando tutta la nostra vita alle loro decisioni e disposizioni e nonostante ciò oggi sono io a perdere mio figlio solo perché il padre non è stato mai evidentemente in grado di comportarsi adeguatamente con il bambino come anche rilevato da varie assistenti sociali e come soprattutto riferito dal bambino stesso. Oggi le responsabilità dimostrate di terzi vengono ribaltate completamente su di me in un atto di mera vendetta per avere osato tenere testa e denunciare gli abusi di potere e mio figlio viene condannato alla peggiore delle pene: la perdita ad infinitum della madre e di tutti i suoi affetti con cui per 11 anni è stato sereno e felice per essere recluso in una casa famiglia, isolato, circondato da estranei, nella paura e nella disperazione e obbligato al reset psicologico disposto dal Tribunale per i Minorenni al fine di obbligarlo e imporgli la figura paterna di cui lui ha paura. Tutto questo nonostante il bambino stia gridando da anni che questa decisione del tribunale sarebbe per lui la fine, fonte di indicibili sofferenze e malesseri anche fisici. Mio figlio è condannato in nome della patria potestà. La sottoscritta e la sua famiglia contemporaneamente è stata artatamente e dolosamente dipinta come una madre inadeguata e perfino pericolosa perché questo si pensa di una madre fatta decadere dalla responsabilità genitoriale per sempre, un’onta infamante è stata messa sulla mia persona senza un briciolo di motivazioni. Le istituzioni mi stanno calunniando senza pietà”.

Continua: “Ad oggi pare non esistere nel nostro ordinamento un sistema per bloccare immediatamente questo abominio e ottenere una revisione di tutto il procedimento se non un immediato invio di ispezione al Tribunale per i Minorenni ad opera del Ministero della Giustizia oggi qui nuovamente sollecitato in tal senso. Sono stata condannata alla peggiore delle pene – perdere mio figlio – sul nulla e diffamata dalle autorità giudiziarie e dal padre del bambino senza che io mai abbia commesso reati contro nessuno e men che meno contro mio figlio ma anzi avendo, insieme a mio figlio, subito dei reati. Un tale trattamento non è riservato neppure a genitori carcerati per aver commesso crimini conclamati e gravissimi infatti essi hanno diritto a tre gradi di giudizio prima di essere condannati e gli vengono garantiti incontri con i figli anche in carcere mentre a me sono stati eliminati anche contatti telefonici con mio figlio senza alcun motivo. Siamo braccati dalla polizia, terrorizzati, distrutti, violati nei diritti, calunniati, viene attentata la nostra salute e sebbene da anni si chieda di mandare ispezioni al Tribunale dei Minori di Roma e non solo per il mio caso ma per molteplici dello stesso tenore nessuno ad oggi è mai intervenuto”, incalza.

In una precedente sentenza i giudici si erano espressi con molte argomentazioni affinché il bambino rimanesse nella sua casa e su come interpretare il principio della bigenitorialità di cui il Tribunale per i minorenni di Roma non ha tenuto conto. Massaro scrive: “Hanno reso dolosamente carta straccia una sentenza d’appello del 03 gennaio 2020 in cui si revocava l’allontanamento di mio figlio da me per 3 gravi e ben motivate ragioni e ciò solo per vendetta verso la sottoscritta che non ha piegato la testa ai loro continui ricatti, minacce e vessazioni e ha continuato a pretendere giustizia per il proprio figlio e la propria famiglia. Chiedo, anzi supplico, alla ministra Cartabia di inviare una immediata ispezione al Tribunale dei Minorenni di Roma con sequestro del nostro fascicolo processuale e dunque conseguentemente una sospensiva immediata della deportazione di mio figlio in casa famiglia poiché il bambino sta vivendo dal 4 giugno 2021 nel totale terrore di essere portato via con la forza e contro la sua volontà da sua madre e dai nonni materni con cui lui vuole restare e per ciò si rifiuta di uscire di casa. Chiedo un immediato intervento alla ministra Lamorgese affinché prenda provvedimenti contro l’uso della forza pubblica non per stanare delinquenti ma per portare via bambini che si macchiano del crimine di voler restare con la loro madre e nella loro casa”. E ancora: “Chiedo l’intervento del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel suo ruolo di Presidente del CSM e garante della nostra Costituzione affinché ponga in essere per quanto nei suoi poteri tutti i rimedi previsti affinché vengano indagate e se del caso punite le condotte dei magistrati del TM già denunciate con due esposti al PG della Cassazione sporti un anno fa e di cui non abbiamo mai avuto riscontro alcuno. Chiedo che le Istituzioni, che invitano le donne a denunciare al primo segnale di violenza e di affidarsi loro, che intervengano ora a fermare questo scempio. Se è ormai conclamato- aggiunge- e riconosciuto anche dalle istituzioni quali ad esempi la Commissione Parlamentare di inchiesta sul Femminicidio (per la quale il mio caso risulta tra quelli esemplari di violenza istituzionale come dal vaglio della documentazione dalla stessa Commissione stessa) che non è possibile ed è anticostituzionale perdere i figli sulla base di perizie basate sull’alienazione parentale e simili, allora adesso pretendiamo tutte azioni concrete atte a fermare e dichiarare nulli questi procedimenti bloccando le deportazioni dei nostri figli e restituendo alle mamme i bambini già indebitamente sottratti. Le parole non bastano più, i nostri figli sono in pericolo. Colgo l’occasione per ringraziare tutti della grande solidarietà che ci state dimostrando”, conclude Laura Massaro.

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