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Tg Politico Parlamentare, edizione del 29 luglio 2020

GOVERNO INCASSA LA PROROGA DELLO STATO D’EMERGENZA

Via libera del parlamento alla proroga dello stato di emergenza per il Covid fino al 15 ottobre. La maggioranza ha risposto all’appello dell’esecutivo con 157 voti al Senato e con 286 voti alla Camera. Soddisfatto il presidente del consiglio Giuseppe Conte che ha rassicurato sugli effetti della proroga. “Non comportera’ un nuovo lockdown, e’ grave farlo credere agli italiani”, ha detto Conte all’indirizzo delle opposizioni, che parlano di misure liberticide. Intanto la maggioranza raggiunge l’accordo sul rinnovo delle presidenze di commissione a Montecitorio e a Palazzo Madama. La parte del leone la fa il Movimento Cinque Stelle con 14 presidenze. Nove andranno al Pd, 4 a Italia viva e 1 a Leu.

CASELLATI AL GOVERNO: PARLAMENTO MORTIFICATO

Affondo della presidente del Senato al Governo Conte. Maria Elisabetta Casellati denuncia una scarsa attenzione per la centralità del Parlamento durante l’emergenza Covid. “Agli italiani serve lavoro, non misure di emergenza o politiche assistenziali”, incalza. La seconda carica dello Stato punta il dito contro un “ricorso eccessivo” ai Dpcm. “La Costituzione dice che le Camere sono il centro dell’azione legislativa”, sottolinea. Tra l’altro, la presidente lamenta una penalizzazione del Senato “che non ha toccato palla” sul decreto rilancio.

CASSAINTEGRAZIONE PER LA META’ DELLE IMPRESE

Oltre la metà delle imprese italiane ha fatto uso a marzo e aprile della cassa integrazione che ha riguardato quasi il 40% dei dipendenti del settore privato. A dirlo è uno studio Inps in collaborazione con la Banca d’Italia. Ha fatto ricorso alla integrazione salariale il 45% delle imprese nel Nord Est, il 48% del Nord Ovest, il 52% del Centro e il 55% del Mezzogiorno. Si confermano su volumi elevati, pari a 2,7 milioni per un valore di circa 295 miliardi di euro, le domande di adesione alle moratorie sui prestiti.

OPEN ARMS, SALVINI SI DIFENDE: HO AGITO CON CONTE

“Io ho agito a difesa del mio Paese e quello che ho fatto l’ho fatto in compagnia del premier Conte”. Alla vigilia del voto del Senato sul caso Open Arms, Matteo Salvini si difende chiamando in causa gli ex alleati di governo. Il leader della Lega spiega di aver fatto quello che c’era scritto nel programma di governo. “Non ritengo che ci sia stato un errore o reato”, dice. Il caso risale all’anno scorso, quando da ministro dell’Interno Salvini impedì per 19 giorni lo sbarco di una nave con 164 migranti a bordo. Domani il Senato deciderà se debba rispondere o meno di sequestro di persona plurimo e aggravato. Il centrodestra è pronto a difenderlo, Pd e Cinque stelle vorrebbero vederlo in tribunale. Decisivi saranno i voti di Italia Viva.

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29 Luglio 2020
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