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Violenza donne, Cav Perugia: “Senza fondi 2019, entro il 10 agosto si chiude”

"Finanziamenti discontinui, Comune e Regione provvedano"
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ROMA – “Come e’ noto per i Centri Antiviolenza i finanziamenti vengono dati a singhiozzo e sono certamente insufficienti, ma oggi a Perugia e Terni i Centri ‘Catia Doriana Bellini’ e ‘Libere Tutte’, che ospitano donne e minori in diverse strutture, rischiano di dover chiudere, perche’ non solo ancora non sono stati sottoscritti gli accordi e le convenzioni per il biennio 2019-2020, ma non e’ stato elargito un euro del finanziamento per il 2019”.

La denuncia arriva da ‘Libera…Mente Donna Ets’ di Perugia, associazione della rete nazionale D.i.Re-Donne in Rete contro la Violenza, che annuncia “l’amara necessita’ di interrompere il servizio dei due centri antiviolenza con residenzialita’ della Regione Umbria (‘Catia Doriana Bellini’ di Perugia e ‘Libere Tutte’ di Terni) se entro il 10 Agosto non riceveremo almeno parte dei fondi del 2019”.

“La situazione raggiunge livelli di disperazione, i creditori giustamente ci incalzano, riceviamo minacce di sfratto, di distacco delle utenze, legittime richieste delle donne e dei minori ospiti, non paghiamo gli stipendi alle nostre operatrici da molti mesi, professioniste impegnate che dedicano la loro vita alla sopravvivenza dei centri antiviolenza- continuano le attiviste del centro- L’associazione ‘Libera…Mente Donna’ ha dovuto anticipare le somme di tutto il 2019 e ad oggi non puo’ piu’ proseguire, la situazione e’ divenuta insostenibile”.

“Siamo pronte a scendere in piazza per lottare ed ottenere la prosecuzione delle attivita’ dei centri antiviolenza ‘Catia Doriana Bellini’ di Perugia e ‘Libere Tutte’ di Terni- fa sapere l’associazione- perche’ nessuna sara’ lasciata sola e perche’ consideriamo il nostro come un lavoro politico per il cambiamento culturale della societa’. La violenza e’ un fenomeno strutturale e trasversale che necessita di politiche istituzionali legate al sociale, all’educazione e all’economia, che diano continuita’ e struttura alla rete dei servizi antiviolenza”.

Per ‘Libera…Mente Donna’ la sospensione delle attivita’ dei due centri antiviolenza “e’ inevitabile”, ma “si tratta di una decisione molto sofferta, non una forma di protesta- precisa- ma una necessita’”. “Noi disconosciamo un sistema iniquo che rende la lotta alla violenza un insieme di attivita’ e servizi precari e con finanziamenti discontinui che determinano incertezza e minore incisivita’, nonostante il massimo impegno delle donne dell’Associazione Libera..Mente Donna Ets- fanno sapere le attiviste e operatrici- Se siamo giunte a questa decisione e’ perche’ lo sforzo di mantenere in vita i servizi e le attivita’ e’ divenuto insostenibile.

Non riusciamo piu’ a trovare la forza di rispondere ai creditori. Non possiamo piu’ proseguire senza ricevere il dovuto senza, soprattutto, alcuna garanzia futura nei tempi e nelle modalita’. Siamo costrette ad una grave esposizione debitoria con le banche, per non parlare della lotta per sopravvivere, vista la ‘regola del Durc’ che impone, come e’ giusto, una regolarita’ nella contribuzione, ma non costringere gli enti locali a pagare con puntualita’”.

“Siamo un ente no profit- sottolinea l’associazione- che vive di convenzioni con le Istituzioni e possiamo sopravvivere solamente se la Pubblica Amministrazione tiene fede agli impegni presi in tempi congrui, per questo chiediamo alla Regione Umbria ed ai Comuni di Terni e Perugia di fare questo, mantenere in vita i Centri Antiviolenza ‘Catia Doriana Bellini’ e ‘Libere Tutte’ provvedendo ad erogare i fondi in tempi ragionevoli che ci permettano di proseguire”.

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

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