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VIDEO | Sicurezza bis, Meloni: “Mai fiducia al governo, al Senato voteremo contro”

Intervista alla leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni
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ROMA – Sul decreto sicurezza bis al Senato “abbiamo già annunciato voto contrario. Alla Camera c’era un voto doppio, e abbiamo votato contro la fiducia al governo e a favore del provvedimento. Ma al Senato cambia lo schema, c’è un voto unico, quindi questo ci costringe a votare contro. Siamo sempre stati chiari, non abbiamo mai votato la fiducia ma solo i provvedimenti che condividevamo”. Lo dice Giorgia Meloni, leader Fratelli d’Italia, intervistata dal direttore dell’Agenzia Dire Nico Perrone. 

MELONI: “CHI NON LO FA CADERE SUBITO SAPPIA CHE SI AVVICINA ESECUTIVO TECNICO”

“Se il governo cade ora si puo’ andare a votare. Mentre ogni giorno che passa, ci avvicina a un governo tecnico. Chi non sta facendo cadere il governo adesso, lo deve sapere”. Il motivo Meloni lo “spiega in trenta secondi: il 15 ottobre si apre la sessione di bilancio, cioe’ il momento in cui si scrive la manovra finanziaria. Per il 15 di ottobre servirebbe un governo completamente in grado di lavorare per fare la manovra. Se si va troppo avanti, cadendo sulla finestra di bilancio, il presidente della Repubblica potrebbe dire che non ci sono i margini per mandare a votare. Per questo si dice che si apre o si chiude la ‘finestra’ per il voto. Pertanto, se ancora oggi siamo in tempo per andare a votare, sappiate che se il governo cadesse tra dieci giorni, non ci sarebbero piu’ i tempi”. E allora si’, si va “matematicamente verso un governo tecnico”.

Meloni spiega che una crisi di governo oltre i tempi che consentirebbero il voto prima della sessione di bilancio, “aprirebbe solo scenari preoccupanti: lo scenario del governo tecnico con un patto del Nazareno allargato ai grillini, tipo quello che abbiamo visto in Europa”. E in secondo luogo: “Lo scenario che alcuni paventano, di un governo M5s-Pd, che sarebbe una roba veramente… La negazione di ogni forma di democrazia in Italia. Ah il Pd lo nega? Ma quelli negano un sacco di cose. Ci si puo’ stare ‘tranquillo e morto’, come si dice”, osserva Meloni. In terzo luogo “lo scenario, anche questo possibile, per cui se cade il governo, ipotizziamo, tra due settimane, e non si riesce a fare un’altra maggioranza e si va a votare, l’Italia va in amministrazione controllata. Vuol dire che scattano le clausole di salvaguardia. E l’Iva arriva al 1 gennaio del 2020 matematicamente al 25,5 per cento. Scenario surreale”.

MELONI: “RAGGI INADEGUATA, E NON SONO NEANCHE COSI’ ONESTI COME DICEVANO”

Giorgia Meloni candidata sindaca a Roma? “Oggi sono completamente in altre faccende affaccendata“, risponde la leader di Fdi intervistata dall’agenzia Dire. “Cio’ non toglie- aggiunge- che Roma abbia bisogno di un progetto sul quale bisogna lavorare da subito, indipendentemente dal nome del candidato sindaco, perche’ c’e’ una grande occasione di restituire a questa citta’ una guida dignitosa che sia capace di fare le cose di cui questa citta’ ha bisogno”. Il sindaco Raggi, osserva Meloni, non e’ all’altezza. “E’ stata assolutamente inadeguata su tutti i fronti, a 360 gradi. Lei – aggiunge Meloni- continua a nascondersi dietro il fatto che loro sono onesti. Poi abbiamo scoperto che cosi’ onesti non lo erano neanche, ma per me l’onesta’ e’ un prerequisito della politica. In ogni caso- conclude Meloni- noi abbiamo la grande occasione di poter vincere nella Capitale e gia’ da settembre saremo al lavoro per coinvolgere i nostri alleati su un progetto importante”.

CARABINIERE UCCISO. MELONI: QUERELO ‘IL FOGLIO’, OGGI ARTICOLO SURREALE

“Oggi ho letto un articolo surreale su ‘Il Foglio’, a firma Giuliano Ferrara, in cui si accosta il mio nome al ‘morte agli ebrei’ di nazista memoria. ‘Il Foglio’ si becca una querela, perché io questioni di razza non le ho mai fatte, la mia storia parla per me”, dichiara Meloni. “Mi sono stufata di dover rispondere ad ogni genere di nefandezza solo perché chiedo giustizia in Italia per le vittime”, conclude.

MELONI: FOTO UOMO BENDATO NON ALLEGGERISCE VICENDA

“Temo anche io che gli americani possano utilizzare le immagini della benda per, eventualmente, alleggerire la vicenda. Ma la foto della benda non la alleggerisce”, dichiara Meloni, commentando la vicenda della foto che ritrae bendato dai carabinieri uno dei due americani implicati nell’omicidio del brigadiere Mario Cerciello Rega. I due americani “devono essere giudicati da un tribunale italiano e scontare la pena in Italia. Questo è uno dei casi in cui gli americani devono dimostrare di essere nostri alleati”, aggiunge Meloni.

MELONI: MEGLIO SE AMERICANI RIMANESSERO IN ITALIA

“E’ pur vero che in Italia, con gli sconti di pena, si rischia di non scontare tutta la pena. Ma non sono cosi’ ottimista sul fatto che gli americani considererebbero grave come da noi l’aver ammazzato un carabiniere in Italia. Mi sento piu’ serena se venissero giudicati e scontassero le pena in Italia”.

MELONI: MIO TWEET SU MAGREBINI? MI SON FIDATA DELLA STAMPA

“Il mio tweet sugli assassini magrebini era indipendente dalla nazionalità. Per me un assassino è sempre un assassino, ed è questo che la sinistra non mi perdona. Abbiamo commentato una notizia così come la stampa l’aveva data, e io mi fido della stampa. Anche Paolo Gentiloni ha fatto un tweet di commento uguale”.

BIBBIANO, MELONI: NON È MALTRATTAMENTO, MA SEQUESTRO E TORTURA

Il caso di Bibbiano apre “un tema di giustizia: vanno aboliti i Tribunali dei minori, sono troppo pochi e non ce la fanno. Va controllato ogni singolo caso di affido in Italia per vedere se ci sono state forzature”. Meloni parla “da madre, e penso di condividere come tutte le madri e i padri la paura più grande, quella che ti tolgano tuo figlio. Se lo fa un malvivente ti rivolgi alle Istituzioni, ma se a farlo sono le Istituzioni a chi ti rivolgi? Qui i reati non sarebbero maltrattamento su minori, ma sequestro di persona e tortura”, termina.

MELONI: PREVISTA COMMISSIONE SU AFFIDI, MA FICO ANCORA NON L’HA INSEDIATA

“Segnalo sommessamente che la commissione d’inchiesta” sul sistema degli affidi “c’e’ gia’”, dice la leader di Fdi Giorgia Meloni. “A febbraio la Camera ha votato l’istituzione di una commissione sui fatti del Forteto, che era un’altra casa famiglia. Nella legge istitutiva su quella commissione c’e’ anche l’obbligo di andare a controllare tutto il sistema degli affidi e delle case famiglie. Siamo ad agosto – conclude Meloni- e Roberto Fico ancora non ha istituito la commissione d’inchiesta”.

MELONI: “SONO SCIOCCATA SOPRATTUTTO DALLE DONNE DEL PD”

“Da donna e da madre io sono scioccata soprattutto dalle donne del Pd. Da madri che dicono che su Bibbiano noi vogliamo strumentalizzare. Ma possibile che non vi poniate il dubbio di cosa e’ successo?”, si domanda Meloni. “Se tu, di fronte a un tuo esponente indagato per una cosa cosi’ grave, lo metti fuori dal Pd e’ un conto. Ma se gli dai la solidarieta’, allora c’e’ un problema. La differenza la fa come reagisci”, aggiunge Meloni a proposito di come il Pd abbia reagito alla notizia delle indagini a carico del sindaco di Bibbiano.

GOVERNO. MELONI: CI DICA SE PUÒ ANDARE AVANTI O ELEZIONI SUBITO

Sul governo è in corso “una barzelletta un po’ stucchevole. Ho le mie idee, ma penso che ora il governo ci debba solo dire se è in grado di andare avanti, visto che ci aspetta una manovra molto complessa, con quasi 30 miliardi di euro di clausole di salvaguardia da disinnescare”, dice la leader Fratelli d’Italia. “Se non è in grado- spiega- credo che la soluzione migliore sia elezioni subito. Se è in grado deve rispondere a questo: siete in grado di trovare i soldi che servono per impedire che l’Iva nel 2020 arrivi al 25%? Se sì, come?”, conclude.

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