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VIDEO | FOTO | Un weekend in Franconia tra birrifici, storia e magia del Natale – tappa 1: Bayreuth

Birra e wurstel ma non solo: nella regione della Franconia, in Germania, ci sono anche boschi, edifici medievali, percorsi ciclabili e residenze d'epoca. E c'è una cittadina in cui è Natale tutto l'anno

06-07-2022 14:06
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BOLOGNA – Se si pensa alla Franconia e a Norimberga vengono subito in mente la birra, i wurstel e, dal punto di vista storico, il processo ad alcuni esponenti del nazismo che tra il novembre 1945 e l’ottobre 1946 pose la città al centro dei riflettori nel mondo intero. Ma questa parte della Baviera conta anche tanti boschi, vestigia medievali, percorsi ciclabili, ed è famosa anche per Wagner e perché c’è un paese dove è Natale tutto l’anno. Un weekend lungo permette di averne solo un assaggio, ma anche di fare un piccolo viaggio nella storia. Nel nostro caso, siamo partiti dall’aeroporto di Bologna il venerdì, per tornare il lunedì sera, quattro giorni di tour che ci hanno fatto venir voglia di tornare per conoscere meglio quest’angolo di Germania.  

Arrivando a Norimberga e spostandosi a est si arriva a Bayreuth, cittadina che diventò margraviato nel Medioevo e dove, giungendo per il matrimonio con Federico di Brandeburgo-Bayreuth nel 1731 da una Berlino ricca di eventi culturali, la principessa Guglielmina rimase quantomeno delusa. Per portare un po’ di vivacità in una zona che l’erudita principessa considerava praticamente ‘di campagna’ fece costruire un teatro, gioiello rococò, e una sfarzosa residenza estiva, l’Eremitage, in uno spazio verde di 50 ettari, con giochi d’acqua, fiori e gallerie di piante. È tuttora un curatissimo parco pubblico, con almeno una ventina di giardinieri dedicati e con ingresso gratuito. Nelle sontuose costruzioni d’epoca ci si può anche sposare, ma solo nei mesi estivi e con una lista d’attesa lunghissima.

Un altro personaggio che, in epoca successiva, ha dato e dà grandissimo lustro a Bayreuth è Richard Wagner. Qui lo ‘scandaloso’ compositore aveva una sua residenza, che gli fu praticamente regalata da uno dei suoi più grandi ‘fan’, Ludwig II di Baviera, per tenerlo lontano dalle critiche che gli piovevano addosso a causa della sua musica fuori dall’ordinario, la vita opulenta e le amanti, e qui c’è la sua tomba.

Wagner morì a Venezia, ma il suo corpo fu riportato a Bayreuth e riposa nel giardino della villa. Il compositore, per la prima di una delle sue celeberrime opere, “L’anello del Nibelungo”, si impuntò e ottenne la costruzione di un teatro a suo uso e consumo, seguendo una filosofia che ribaltava quella dell’epoca. Il pubblico, in sostanza, doveva guardare tutto dalla stessa parte e non essere distratto dalle chiacchiere e dalle mise di dame e cavalieri. E il teatro doveva essere grande, grandissimo, tanto da contenere quasi 2.000 persone. Lo ottenne e la prima pietra fu posata il 22 maggio 1872.

Così oggi Bayreuth è sede di un festival annuale completamente dedicato a Wagner, un evento tanto esclusivo che riuscire ad avere un biglietto è un’impresa. Ed è anche piuttosto costoso: passare in città una settimana per vedere quattro spettacoli può costare anche 5.000 euro. Avendo la fortuna di potersi permettere i biglietti e il soggiorno, varrebbe la pena dormire all’Anker hotel, una struttura davvero bella, vecchio stile, curatissima, e che all’ultimo piano ha una chicca: una zona cucina con un tavolo enorme, salottini e una grande terrazza dove rilassarsi, mangiare o fare un aperitivo.

Dicevamo però che non c’è Franconia senza birra, e infatti quest’area è da Guinness dei primati: in una superficie abitata da un milione di persone conta ben 174 birrifici. Ce ne sono di ogni tipo, quella che abbiamo visitato noi si chiama Maisel & Friends ed è della stessa famiglia da quattro generazioni. Non è però solo un birrificio e un museo che racconta la storia della famiglia e della sua birra: l’aggiunta di Friends al nome, infatti, ha una ragione. L’attuale proprietario, Jeff, negli anni ha chiamato a raccolta i suoi amici e si è lasciato consigliare ed aiutare a costruire una specie di villaggio Maisel. Uno degli amici ama il caffé? ed ecco sorgere la torrefazione, un altro è un gourmet? ecco il ristorante che mette insieme tradizione e gusti dal mondo? Stessa cosa per quanto riguarda l’hotel, che dentro è peraltro una specie di galleria d’arte coi graffiti di una quarantina di artisti da tutto il mondo. Le stanze sono tutte diverse e i materiali usati, dal legno alla pietra, sono naturali. A parte la pelle, per scelta etica, ci spiegano dall’azienda. E non è finita. Con gli amici, Maisel crea anche nuove birre, e nuove birre arrivano dopo le serate e i “brainstorming” assieme ad altri produttori. Come pure dalle idee dei giovani che vengono alla Maisel per fare il tirocinio: progettano tutto, dal gusto, all’etichetta al piano marketing del prodotto. Il risultato è che ci sono tantissime birre, tra continuative e in edizioni limitata. Nell’antica fabbrica, che risale al 1887, c’è quindi il Museo e diversi spazi vuoti che i Maisel considerano però solo “dormienti”: ci sono già progetti per aggiungere altri pezzi al puzzle Maisel.

Le altre due tappe del nostro viaggio saranno pubblicate nei prossimi giorni: vi racconteremo la cittadina di Rothemburg ob der Tauber, che si può considerare il paese delle fiabe e del Natale, e poi Norimberga, città di commercio, arte e anche di storia del nazismo

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2022-07-06T14:06:49+02:00