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Escursioni all’alba e al tramonto, yoga ed eventi al ‘nuovo’ Corno alle Scale

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Marco Palmieri, presidente di Piquadro, incalza: "Dobbiamo vincere le diffidenze della politica locale nei confronti dei gestori, mostrando che lavoriamo in modo disinteressato nell'ambito di un sistema unico"
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BOLOGNA – Escursioni all’alba e al tramonto, anche in sintonia con il respiro della natura grazie all’aiuto dello yoga, ma anche percorsi letterari, sport all’aperto e tanto altro intrattenimento tipico della montagna verde, senza scordare attività per le famiglie e i più piccoli. Si contano in tutto 52 eventi da fine giugno a metà settembre, di cui 46 ‘scampagnate’ ben organizzate insieme con guide e associazioni private. È l’essenza dell’estate 2021 del Corno alle Scale, la località montana cara non solo ai bolognesi che ora vuole ripartire davvero, dopo l’emergenza sanitaria e dopo troppi anni di gestioni poco mirate.

Lanciano oggi in città tutto il nuovo programma, nei locali ExtraBo di piazza Re Enzo d’intesa con Bologna Welcome, gli amministratori di Corno alle Scale srl, la società di imprenditori ed ex amministratori pubblici che l’anno scorso ha deciso di prendersi a cuore ‘la vicenda Corno’. Ci sono Flavio Roda, presidente della Federazione Italiana Sport Invernali e della società di gestione degli impianti del Corno, Marco Palmieri di Piquadro, maggiore azionista della società, Tibero Rabboni, presidente del Gal ed ex assessore regionale, e Gian Luca Galletti, ministro dell’Ambiente nei Governi Renzi e Gentiloni.

Abbiamo aperto gli impianti di sabato e domenica già da due weekend, poi da metà luglio al 6 settembre saranno disponibili tutti i giorni“, segnala Roda, snocciolando un programma centrato non solo sugli impianti di risalita, quindi, ma per tutti, a partire da chi gira solo a piedi. Quest’anno tra l’altro, in occasione del rilancio della stazione, la seggiovia Cavone-Rocce è stata equipaggiata per trasportare le mountain bike.

Il primo appuntamento della nuova stagione, organizzato dal gruppo escursionistico Vette e Baite, è stato un aperitivo sotto le stelle, per assaporare le delizie della tradizione culinaria emiliana nel rifugio le Malghe. Seguiranno, durante tutti i mesi estivi, passeggiate tra i boschi alla scoperta delle cascate del Dardagna, dei balzi dell’Ora, del lago Pratignano e della valle del Silenzio fino alla cima del Monte Spigolino, “senza mai rinunciare ai piaceri del palato”, insistono gli organizzatori. Ogni appuntamento, con una guida esperta messa a disposizione dalle associazioni Appennino4Trek, Madreselva, La Via dei Monti e ancora Vette e Baite, prevede infatti uno stop per una colazione, un pranzo o un aperitivo alle Malghe o alle Rocce.

Per le famiglie con bambini, inoltre, il programma estivo del Corno alle Scale 2021 prevede escursioni speciali sulle orme di animali veri o immaginari, laboratori creativi e spettacoli organizzati dai partner della rete LookAp. Per i più romantici, invece, via libera ad albe e notti in amaca a contemplare le stelle, così come a lezioni di geologia a cielo aperto o alla raccolta dei mirtilli, in occasione della tradizionale festa a tema del 22 agosto.

PALMIERI NON MOLLA: “NON VOGLIAMO UN CORNO TRISTE”

“C’è bisogno di agire, non vogliamo un Corno alle Scale triste. Servono interventi importanti alle baite, a maggior ragione oggi dal punto di vista della sicurezza. La nostra è un’attività che ci sentiamo di portare avanti unicamente a favore del territorio, della sua sostenibilità sociale, e al Corno alle Scale occorre molto lavoro. Dopo tanti anni di gestioni che si sono susseguite anche in modo disordinato, infatti, la manutenzione in generale non risulta brillante. Da qui dobbiamo ripartire dopo gli ultimi sei mesi di Covid, che di certo non ci hanno aiutato, per fornire servizi di qualità. Siamo sempre determinati”. Parola di Marco Palmieri, presidente di Piquadro e consigliere di amministrazione di Corno alle Scale srl, la società che dall’anno scorso, con una prospettiva anzitutto triennale, ha preso in mano l’attrazione della montagna bolognese da anni, anche prima del Covid, in attesa di rilancio.

Palmieri ne parla oggi in conferenza stampa illustrando la stagione estiva del Corno, nei locali ExtraBo di piazza Re Enzo e al fianco dei propri compagni di avventura nella società, il numero uno Flavio Roda, presidente della Fisi (Federazione Italiana Sport Invernali), l’ex ministro Gianluca Galletti e l’ex assessore regionale Tiberio Rabboni. Passa fra l’altro a salutare tutti al volo il candidato sindaco del centrosinistra, e attuale assessore economico, Matteo Lepore, subito accolto da Palmieri. Dunque, incalza il presidente di Piquadro: “Il nostro progetto è ragionevolmente sostenibile se la stagione invernale funziona, più o meno. Al momento abbiamo già investito 700.000 euro, per far ripartire la stazione e farlo in sicurezza, e ci sono anche contributi pubblici. La Regione lavora bene e ci sostiene molto, bisogna dirlo. Al momento siamo e possiamo rimanere in equilibrio”.

L’obiettivo, anzitutto, è raddoppiare il ticketing invernale e far sì che la stagione estiva renda quanto quella invernale, in termini di presenze. “È un obiettivo che possiamo raggiungere ora in tempi più brevi- continua Palmieri- rispetto a quando siamo partiti, anche per via delle nuove esigenze turistiche e di soggiorno legate alla pandemia. I soci sono disponibili a investire ancora denaro e probabilmente lo faranno. Siamo tra le poche stazioni sciistiche in Italia ad avere un flusso di cassa positivo, non ci siamo indebitati e quindi siamo sereni”.

Ma insiste il numero uno di Piquadro sull’urgenza di una svolta: “Una ricerca recente, dell’Università di Bologna, indica che il fatturato pro capite del Corno alle Scale è tra i più bassi in assoluto della montagna italiana. Questo non aiuta i residenti a vivere e a restare nel proprio territorio, ad esempio. Il consumatore, di fatto, arriva qui e non sa dove spendere i suoi soldi, non gli vengono proposte esperienze. Il risultato è che il Corno e la montagna diventano sempre più tristi e la gente se ne va: bisogna invertire questa tendenza. Ci siamo organizzati per questo e- riconosce Palmieri- dobbiamo dire grazie alla collaborazione di Bologna Welcome, una bella struttura che però andrebbe usata molto di più. Dobbiamo vincere le diffidenze della politica locale nei confronti dei gestori del Corno, dopo tanti anni di gestione non a lungo termine. Dobbiamo vincere questa diffidenza mostrando che lavoriamo in modo disinteressato nell’ambito di un sistema unico. Abbiamo messo tanti fondi, che sappiamo non torneranno a casa, e lo abbiamo fatto in trasparenza. Gli operatori locali lo hanno capito, ora dobbiamo convincere anche tutte le istituzioni”. Ultimo anno a parte, in media il ‘ticketing’ invernale del Corno è di 750.000-800.000 euro, quello estivo di 100.000-150.000. Si può fare meglio, insomma.

In questo quadro, quindi, assicura anche Galletti: “Mantenere la bellezza del Corno delle Scale vuol dire dare una mano a tutti gli abitanti dell’Appennino e del territorio in generale, affinché venga ripopolato e sia frequentato dai turisti. Facciamo uno sforzo tutti, quindi, rendendo vivo il Corno, dando al concetto di sostenibilità un valore concreto. Con il nostro progetto chiediamo un contributo alle istituzioni, quindi, ma anche uno sforzo comune a tutti– rimarca l’ex ministro- a favore della nostra montagna”.

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