In Sudan catena umana silenziosa per denunciare vittime civili

Domenica 30 giugno previste mobilitazioni in occasione dell'anniversario del colpo di stato con cui, nel 1989, il presidente Omar Al-Bashir salì al potere
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ROMA – Forte la mobilitazione in Sudan in vista della manifestazione di domenica, 30 giugno. L’altro ieri a Sinjah, a circa 350 chilometri a sud-est della capitale Khartoum, decine di persone – come mostra un video diffuso sui social – hanno creato una catena umana “silenziosa”, lasciando che a parlare fossero i cartelli che esponevano: “Pace, Giustizia e libertà“, ossia lo slogan che accompagna da mesi le iniziative popolari, ma molti anche i cartelli per ricordare le vittime delle manifestazioni dei giorni scorsi da parte delle forze di sicurezza, oppure per incitare le persone a partecipare all’appuntamento di domenica.

 


A Khartoum, c’è chi sta anche distribuendo foglietti non più grandi del palmo di una mano che recitano: “O il potere ai civili, o la rivoluzione continuerà“. L’Alleanza per la libertà e la democrazia ha annunciato cortei per il 30 giugno, nel giorno in cui si ricorda il colpo di stato con cui, nel 1989, il presidente Omar Al-Bashir salì al potere. Le manifestazioni di piazza, che nelle intenzioni degli organizzatori dovranno attirare “milioni di sostenitori”, serviranno anche per tornare a chiedere alla giunta militare di lasciare il potere in favore di un governo di transizione composto da civili.

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