La sfida di Fanni, portare l’opera nel deserto dell’Oman

Amico del maestro Franco Zeffirelli e direttore della Royal Opera House di Muscat, Umberto Fanni ha accettato la sfida di portare e far vivere l'Opera nel deserto dell'Oman
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ROMA – Chi per costruire il suo teatro dell’Opera nella foresta amazzonica si è trascinato una nave a braccia con l’aiuto dei nativi, carica dei pezzi necessari attraverso sentieri pieni di insidie, come immortalato nel meraviglioso Fitzcarraldo, film di Werner Herzog; chi come Umberto Fanni, cagliaritano di nascita ma bresciano di adozione, amico del maestro Franco Zeffirelli da poco scomparso, ha accettato la sfida di portare e far vivere l’Opera nel deserto dell’Oman. E tra poco presenterà una grande stagione musicale, con orchestre di caratura internazionale.

Una sfida difficile, cominciata 5 anni fa, che ha riscosso un grande successo. Oggi Fanni è direttore generale e artistico della Royal Opera House di Muscat, uno dei teatri più belli al mondo per l’estetica, con legno pregiato dell’Asia e marmo italiano, e l’acustica perfetta. Non solo, oggi la Royal House Opera è il più grande centro per la promozione delle arti di tutto il Medio Oriente e della multiculturalità, nonché eccellenza di livello internazionale. Grande esperienza alle spalle – è stato direttore artistico di importanti realtà come il Teatro Grande di Brescia, il Teatro Verdi di Trieste, il Teatro lirico di Cagliari e l’Arena di Verona – di ritorno dalla Cina il direttore Fanni è stato intervistato dall’agenzia Dire sui progetti in corso e sulla nuova stagione.

Come è nata questa sfida?

“Con una intervista. Mi hanno chiamato e dopo tre ore di colloquio su tutti gli aspetti, su come vedevo il futuro della Royal Opera House, mi hanno chiesto di condividere un progetto di sviluppo artistico e gestionale”.

Cosa l’ha convinta?

“La passione che hanno dimostrato nei confronti del teatro, per questo ho deciso di trasferirmi in Oman“. Fanni non è un semplice direttore che programma grandi stagioni musicali, è maestro di pianoforte ed ha anche insegnato alla Cattolica di Milano. Ama formare, alzare di livello e far crescere tutte le persone che lavorano con lui: “Ho 320 dipendenti, tutti giovani attorno ai 30 anni, è una cosa meravigliosa fare training quotidiano. Così alla fine potranno ricoprire qualsiasi posizione in questo lavoro nel loro e in altri Paesi”.

 

Fanni è manager culturale, ha sviluppato una politica attenta anche sul versante dei biglietti: “Prezzi veramente per tutti, per fare un esempio, dai 10 ai 180 euro. Siamo aperti a tutta la città. Ma la cosa per me importante è rendere fruibile il nostro Teatro a tutta la popolazione”.

Per la nuova stagione 2019-2020, Fanni punta su tutti i generi musicali: “Opera, musical, spettacoli per famiglie, educational… Avremo “Carmen“, con la regia di Gianni Quaranta ospite il Teatro Colon di Buenos Aires, con la partecipazione di José Cura e Elena Maximova nel ruolo di Carmen. “La Bohème” in co-produzione con l’Opera di Monte Carlo e “Anna Bolena” in co-produzione con l’Opéra Royal de Wallonie-Liege, l’Opera de Lausanne e Abao-Olbe di Bilbao. Ancora saranno ospiti il Teatro Bolshoi di Mosca.

Infine una nuova produzione del “Flauto Magico”, ambientato in Oman, con la regia di Davide Livermore (che ha firmato già per la Royal Opera House Muscat una produzione internazionale di “Lakmé”, un grande successo che ora sta girando per tutto il mondo). Fanni all’Arena di Verona ha lavorato insieme al maestro Franco Zeffirelli, ne è nata una amicizia ed ora in suo nome sta organizzando un grande progetto: “In apertura della stagione 2021, per i 10 anni del Teatro dell’Opera di Muscat e i 50 anni della nascita dell’Oman, realizzeremo quella che è stata l’ultima produzione del maestro, il suo Rigoletto. Sarà un onore dedicarlo al più grande regista d’opera di tutti i tempi”.

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29 Giugno 2019
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