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Accordo Ue su migranti, Conte esulta ma Macron frena; Vitalizi, Di Maio tira dritto contro gli ex

Edizione del 29 giugno 2018
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ACCORDO UE SUI MIGRANTI. CONTE ESULTA, MACRON LO GELA

“Da oggi l’Italia non è più sola”, dice il premier Giuseppe Conte al termine del vertice di Bruxelles sui migranti. Ma per Roma il summit europeo è un insuccesso. L’Italia non ottiene la distribuzione obbligatoria di tutti i migranti, ma solo quella volontaria dei rifugiati; avrà l’onere di aprire nuovi centri e accetta i ritorni nel nostro Paese delle persone scappate in Germania e Austria. Salvini accoglie i risultati con scetticismo; mentre Macron chiude la porta in faccia all’Italia: “I centri sorvegliati di accoglienza in Ue su base volontaria vanno fatti nei Paesi di primo ingresso- dice il presidente francese- e la Francia non è un Paese di primo arrivo”. Ma in una successiva conferenza stampa Conte ribatte seccamente: “Macron? Era stanco, lo smentisco”. E ancora: “E’ inesatto dire che l’accordo è su basi volontarie: è un accordo integrato multilivello”, le basi volontarie riguardano “i centri di accoglienza e non si può imporre a nessuno” di istituirli. Infine, sul ritorno in Italia di migranti passati in Germania “non ho sottoscritto nessun accodo specifico ma solo delle condizioni su cui andremo a lavorare”, dice Conte, e “non c’è nessun impegno specifico sui movimenti secondari”.

DI MAIO CONTRO EX PARLAMENTARI: VIA I VITALIZI

Si fa rovente la battaglia sui vitalizi degli ex parlamentari. A deputati e senatori del passato che si ribellano contro la misura annunciata dal Movimento cinque stelle, risponde con toni durissimi il vicepremier Luigi Di Maio. “Potete piangere e strepitare quanto volete- dice il capo politico dei Cinque stelle- tanto non si torna indietro. Noi i vitalizi ve li togliamo. Mettetevi l’anima in pace”. Nel dibattito interviene il presidente dell’Inps Tito Boeri che invita ad uniformare i vitalizi alle altre pensioni, ma senza “intenti punitivi”.

MEDICI SENZA FRONTIERE: UE RITROVI IL BUON SENSO

“I governi europei devono ritrovare il buon senso e mettere fine alle politiche che costringono le persone a rimanere intrappolate in Libia o a morire in mare”. È l’appello lanciato da Medici senza frontiere (Msf) in occasione del Consiglio europeo. Nel corso dell’ultimo mese, l’organizzazione di medici è stata in grado di accedere a quattro centri di detenzione e ha condotto oltre 3.000 visite mediche, riscontrando cattive condizioni di vita, causate da sovraffollamento e mancanza di acqua o servizi igienici sufficienti. “L’Europa- dice Medici senza frontiere- deve capire che salvare vite in mare non è un crimine”.

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