martedì 14 Aprile 2026

Il processo per la morte di Maradona rischia di saltare

La giudice Julieta Makintach, una dei tre membri del collegio chiamato a giudicare lo staff medico dell’ex Pibe de Oro, si è dimessa dopo essere apparsa come protagonista nel trailer di un documentario sul caso. Ora il processo potrebbe dover ripartire da zero

ROMA – Il processo sulla morte di Diego Armando Maradona è in bilico. La giudice Julieta Makintach, una dei tre membri del collegio chiamato a giudicare lo staff medico dell’ex Pibe de Oro, ha lasciato l’incarico dopo essere apparsa come protagonista nel trailer di un documentario sul caso, “Divine Justice”, mandando su tutte le furie pubblico ministero e avvocati delle parti civili.

Il pm Patricio Ferrari l’ha accusata senza mezzi termini: “Si comporta più da attrice che da giudice”. E giù il trailer in aula, come prova regina dell’inopportunità. Makintach, 47 anni, si è affrettata a rassegnare le dimissioni, dichiarando candidamente di non avere “altra scelta”. Troppo tardi per salvare la credibilità del processo.

Il procedimento, iniziato due mesi fa a San Isidro con oltre cento testimoni convocati, rischia ora di deragliare completamente. L’avvocato Mario Baudry, che rappresenta Veronica Ojeda (ex compagna di Maradona), ha chiesto l’azzeramento di tutto: “Il processo è compromesso. Bisogna ricominciare da capo”.

Sul banco degli imputati ci sono sette operatori sanitari: dal neurochirurgo Leopoldo Luque (ex medico personale di Maradona), fino all’infermiera del turno di notte. L’accusa è omicidio con dolo eventuale, ovvero aver agito con consapevole indifferenza al rischio di uccidere. Per i pm, il team fu “sconsiderato, carente e senza precedenti” nella gestione della salute del campione, che morì nel novembre 2020 per arresto cardiaco e edema polmonare, mentre si stava riprendendo da un intervento cerebrale.

Gli imputati respingono tutto: sostengono che Maradona, notoriamente ribelle anche con i medici, “rifiutò le cure” e volle andarsene a casa contro il parere di tutti. Versione che, tra una perizia e l’altra, dovrà essere dimostrata.

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