venerdì 14 Agosto 2026

Tg Volontariato, l’edizione di giovedì 29 maggio 2025

Si parla di Libano, di diritto al cibo, di Congo, di referendum

LIBANO. CON GLI SFOLLATI AD HASBAYA: L’EMERGENZA NON È FINITA

Accolti nelle chiese, nelle scuole dove non si fa più lezione o spesso in appartamenti privati dove magari si è costretti a pagare un affitto. È l’emergenza vissuta in Libano da migliaia di persone che, soprattutto nelle regioni del sud più vicine al confine con Israele, restano sfollate dopo mesi di bombardamenti. Testimonianze che giungono anche da Hasbaya, un villaggio druso dove si sono riversati tanti profughi e dove si è impegnata l’organizzazione italiana Celim. Davide Bonetti, rappresentante dell’ong nel Paese: “Nel corso del 2024 la situazione si è ulteriormente aggravata con pesanti bombardamenti israeliani. Attualmente sono presenti più di 90mila sfollati interni e la situazione non tende a migliorare per colpa dei continui bombardamenti anche oltre il cessate il fuoco”. Operatori di Celim raccontano del ronzio dei droni, che alimentano timori anche sulle colline, in zone rurali normalmente silenziose. È insomma un’emergenza che non passa, quella a cui si prova a far fronte ad Hasbaya. Un impegno possibile grazie all’8xmille alla Chiesa cattolica, una scelta che attraverso una semplice firma permette di moltiplicare i contributi per un mondo più attento e solidale. Rouba Boustany è una volontaria libanese: “Attraverso il progetto ‘Lifeline Hasbaya’ abbiamo raggiunto oltre 1.593 beneficiari, abbiamo distribuito oltre 30mila litri di diesel, cento stufe e 20mila coperte, servendo contemporaneamente 10mila pasti caldi. Questo progetto ha fatto davvero la differenza, abbiamo sentito il suo impatto concreto sul territorio”. Superato l’inverno, tanto resta comunque da fare. Ancora Bonetti: “Secondo le previsioni la crisi degli sfollati non raggiungerà una stabilità prima di tre o cinque anni questo rende necessarie soluzioni più durature; bene affrontare l’emergenza ma serve dare una risposta che vada oltre le primissime necessità”.


COOPERAZIONE. VOLONTARI IN 500 PIAZZE PER IL DIRITTO AL CIBO

Da Catania, in Sicilia, a Parma, in Emilia, passando per Ruffano e Torrepaduli, in Salento: sono decine i video condivisi dai volontari che hanno partecipato ancora domenica 25 maggio alla Campagna di Focsiv ‘Abbiamo riso per una cosa seria’. L’impegno è supportare il diritto al cibo e un’agricoltura familiare sostenibile, avvicinando l’obiettivo ‘Fame zero’ nel mondo. In due fine-settimana, in oltre 500 piazze e parrocchie d’Italia, sono stati distribuiti 42.290 pacchi di riso, prodotti dalla Riseria Giuseppino Viazzo di Tricerro, in provincia di Vercelli. Grazie alle donazioni, di almeno sette euro per pacchetto, saranno finanziati 27 progetti di cooperazione realizzati in 17 Paesi da organismi soci di Focsiv, la federazione degli organismi di volontariato internazionale di ispirazione cristiana. Un’operatrice, con l’ong Comivis in piazza della Steccata, a Parma, sottolinea: “Credo molto nella possibilità di dare una vita anche alle persone in Africa in modo che possano crescere anche loro senza doversi spostare dalla loro famiglia e dalla loro terra per trovare un mondo migliore”.


R.D. CONGO. A BOLOGNA I TESTIMONI DELLA GUERRA PER LE ‘TERRE RARE’

“Uno Stato ‘ricco da morire'”: è la Repubblica democratica del Congo, al centro di un dibattito al Santuario Santa Maria della pace del Baraccano, a Bologna, con la testimonianza di don Davide Marcheselli, missionario nella provincia del Sud Kivu. Il Congo è ricco di minerali, oro ma anche litio e cobalto, essenziali per l’industria degli smartphone ed elettronica globale. Ricchezze che sono però causa di conflitti ed espropri, anche da parte di gruppi ribelli con collegamenti internazionali, tornati all’offensiva nel Sud e nel Nord Kivu. Durante il dibattito, promosso da Pax Christi Bologna, don Marcheselli si sofferma però anche sull’impegno per i diritti umani da parte di volontari e associazioni congolesi. “Il tema”, dice, “è l’appoggio alle comunità locali, vessate da imprese straniere e non solo che distruggono il territorio e le proprietà delle persone; e poi il tentativo di aiutare le vittime a rialzarsi e a ottenere i propri diritti”. A portare la sua testimonianza è anche Philippe Birindwa, dell’associazione Best, attiva nel Sud e nel Nord Kivu. “Esistono rapporti dell’Onu e di altre organizzazioni secondo i quali le guerre del Congo hanno causato più di sei milioni di morti e inflitto violenze a oltre 500mila donne”. In Congo i conflitti non si sono mai di fatto conclusi dal 1998 ma oggi il Paese è attraversato da tensioni rinnovate. Il Senato ha appena revocato l’immunità parlamentare all’ex presidente Joseph Kabila, aprendo la strada a un procedimento giudiziario. L’accusa è di sostenere i gruppi ribelli.


REFERENDUM. CARITAS E FOCSIV CON LA CEI: IMPORTANTE PARTECIPARE

I referendum dell’8 e 9 giugno come occasione per richiamare i cittadini al diritto-dovere di informarsi sui contenuti delle singole questioni, in modo fare scelte consapevoli e contribuire alla partecipazione democratica: è la prospettiva al centro di un webinar promosso da Caritas italiana e dalla federazione Focsiv. Don Marco Pagniello, direttore di Caritas italiana: “Abbiamo un vuoto di partecipazione alla vita politica del Paese, un calo di partecipazione alla costruzione del bene comune. Abbiamo la possibilità l’8 e il 9 giugno di tornare con forza a fare la nostra parte”. A intervenire anche Ivana Borsotto, presidente di Focsiv: “Amiamo la nostra Costituzione e la rispettiamo in tutti i suoi dettami e quindi parlare di referendum significa parlare di una forma di partecipazione diretta dei cittadini che riteniamo particolarmente preziosa”. Don Bruno Bignami, direttore dell’Ufficio pastorale sociale e del lavoro della Conferenza episcopale italiana: “L’urgenza è quella di rendere tutti consapevoli che è opportuno, necessario, fondamentale recarsi alle urne”.

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