Arabia Saudita, la tribù di Lawrence contro la città tecnologica

20 mila beduini Huwaitat sotto sfratto per la nuova mega città tecnologica che prevede taxi volanti e pioggia a comando
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

ROMA – Minacce di morte (e lo spettro di Jamal Khashoggi) per chi si oppone a Neom, la mega-citta’ tecnologica immaginata dal principe Mohammed Bin Salman con taxi volanti, pioggia a comando e pure la possibilita’ di bere alcol grazie a uno status di extraterritorialita’.

Il progetto, parte del piano saudita Vision 2030, costa 500 miliardi. E ci sarebbero costi aggiunti, come confermerebbe la sorte del “martire” di Neom, Abdul Rahim al-Huwaiti, ucciso dalle forze di sicurezza dopo aver postato il 13 aprile una video-denuncia contro lo sfratto di 20.000 beduini Huwaitat.

Tribu’ nobile, fiera e bellicosa, citata da Lawrence d’Arabia ne ‘I Sette pilatri della saggezza’. Ora in prima fila nella resistenza, anche a Londra. Lo assicura l’esule Alya Abutayah Alhwaiti, che in un’intervista con la ‘Bbc’ ha denunciato minacce di morte e promesso ricorsi in tribunale per difendere i beduini.

Nel colloquio con l’emittente britannica sono stati citati sia il principe ereditario “Mbs”, che aveva presentato per la prima volta il progetto di Neom a una conferenza di investitori nel 2017, sia Khashoggi, giornalista esule negli Stati Uniti, critico verso il governo di Riad assassinato all’interno del consolato saudita a Istanbul nel 2018.

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

Agenzia DIRE - Iscritta al Tribunale di Roma – sezione stampa – al n.341/88 del 08/06/1988 Editore: Com.e – Comunicazione&Editoria srl Corso d’Italia, 38a 00198 Roma – C.F. 08252061000 Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»