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Tg Psicologia, edizione del 29 maggio 2020

CARCERI. SIMSPE: IN FASE 1 OLTRE 1.600 TABLET PER INCONTRI FAMIGLIE

I detenuti “hanno fatto tutti i colloqui via Skype e l’amministrazione ha avuto a disposizione oltre 1.600 tablet per le telefonate”. L’aver chiuso i colloqui visivi con i familiari “è stata la salvezza del carcere, perché mentre è possibile controllare lo stato degli operatori sanitari o dei poliziotti, non lo è per chi viene da fuori”. Lo fa sapere Luciano Lucania, medico e presidente Simspe, che riflette sul possibile stress psicologico sofferto dai reclusi in Fase 1.

BRASILE. AMORIM: BIMBI CON AUTISMO MANGIANO DI PIÙ PER ANSIA PANDEMIA

“I bambini con disturbi dello spettro autistico sono più agitati e ansiosi perché hanno perso la routine settimanale della terapia. Hanno modificato la loro dieta alimentare e mangiano di più, probabilmente a causa dell’ansia da pandemia, che in Brasile miete oltre 1.000 vittime al giorno”. Lo spiega Veronica Amorim, direttrice del Centro municipale Sao Gonçalo di Rio de Janeiro, evidenziando l’importanza del contatto, anche se solo video, con suoi pazienti.

LO PSICOLOGO: NEL RIENTRO A LAVORO ADULTI OSSESSIONATI DAL VIRUS

“Le regole che ci hanno dato da seguire, in difesa dal Coronavirus, hanno portato a comportamenti molto più rigidi, più seri, più distanti. Comanda nel collettivo un’assenza di empatia a cui molti adulti reagiscono male, anche sul lavoro”. Ad analizzare l’attuale scenario è Federico Bianchi di Castelbianco, direttore dell’IdO.

PSICHIATRI SIP: NEI PROSSIMI MESI +300.000 PERSONE CONTATTERANNO DSM

Rispetto “ai 900 mila pazienti attualmente in carico presso i Dipartimenti di Salute Mentale”, le stime previsionali della Società italiana di Psichiatria indicano che “nei mesi successivi alla pandemia vi saranno circa 300.000 persone in più che si metteranno in contatto con i Dsm per una serie di disturbi psichici”. A dichiararlo è il presidente Massimo Di Giannantonio, pronto a riflettere sugli “aspetti reattivi” scatenatisi nella Fase 2: dalla sindrome della capanna alla “movida senza precauzioni”.

CALCIO. LUCIDI: ATLETI TEMONO PIÙ RISCHIO INFORTUNI CHE COVID

“Quando riprenderà il campionato i calciatori percepiranno il rischio di infortuni piuttosto che il rischio di contagio da Covid-19. E’ un pericolo che gli atleti sentono in maniera elevata, perché c’è un legame fortissimo tra il loro corpo e la mente”. Lo dichiara Fabio Lucidi, preside della Facoltà di Medicina e Psicologia dell’Università La Sapienza e presidente Sipsa.

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29 Maggio 2020
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