VIDEO | Le donne dell’anno vincono con la resilienza

Ecco le finaliste
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ROMA – Tre storie di donnemilitanti che hanno combattuto e poi si sono guardate intorno e hanno preso per mano altre donne, affinche’ altre vite non si spezzassero”. Sono le parole della senatrice Tiziana Nisini per le tre finaliste del premio internazionale Donna dell’anno, giunto alla 21esima edizione, che sara’ assegnato ad Aosta venerdì 31 maggio, presentato questa mattina alla stampa a Roma in sala Zuccari, al Senato della Repubblica, con la partecipazione, tra gli altri, di Claudio Restano, consigliere segretario dell’Ufficio di Presidenza della Regione Valle d’Aosta e della giornalista Barbara Rachetti di Donna Moderna, moderatrice del dibattito. Storie “simbolo di resilienza e di solidarieta’” le ha definite la senatrice presentando Cacilda Massango, attivista mozambicana, Aminetou Ely, militante mauritana, Francesca Faedi, astrofisica italiana ed Elisabetta Iannelli, avvocato e vicepresidente Aimac alla quale e’ andato il premio Soroptomist Valle d’Aosta.

LE FINALISTE

Alimatou Ely

Lotta nel suo paese per i diritti di donne e bambine contro abusi, mutilazioni, violenze domestiche e tratta e ne ha salvate 100 mila dalla schiavitu’, lei e’ Alimatou Ely ed è stata una sposa bambina a soli 13 anni. “Sono nata da una famiglia abbastanza ricca e feudale- ha raccontato- e da subito mi sono ribellata contro la schiavitu’ e la violenza”. Ha fondato l’Associazione delle Donne Capi Famiglia‘: “Migliaia di volontari, 150 assistenti sociali, 5 avvocati, 1 psicologo e 1 centro salute” con cui sfida i continui governi al potere nel suo paese, rischiando la vita ogni volta.

Cacilda Massango

Cacilda Massango e’ invece la storia di una resilienza nata da una malattia che porta con se’ stigma e discriminazione. “Noi malati di Hiv eravamo considerati condannati a morte e invece siamo qui. Nel mio Paese, il Mozambico- ha spiegato- non era facile trovare i farmaci. Ho iniziato la cura nel 2003, io e mia figlia, che oggi ha 17 anni, ma era troppo poco per me, occuparmi solo della mia salute e quella della mia bambina”. Decisivo l’incontro con la Comunità di Sant’Egidio. Cosi’ e’ nata Eu Dream che permette ai malati di Hiv di accedere gratuitamente alle cure.

Francesca Faedi

Altra finalista la scienziata italiana Francesca Faedi, l’astrofisica che ha guardato al destino del pianeta quando il Sole diventera’ una nana bianca e che ha studiato i sistemi extrasolari per 12 anni in Gran Bretagna e ancora oggi. La sua missione e’ diventata anche quella di andare nelle scuole a promuovere la formazione scientifica che spesso, per veti culturali, e’ poco ambita dalle stesse donne. “Sono una scienziata, una ricercatrice, sono una mamma e ora sono disoccupata”, ha ammesso, sottolineando le continue scelte che deve porsi una donna che si curi dei propri figli e della professione. Diritti nel mercato del lavoro, welfare, conciliazione.

Elisabetta Iannelli

Ed e’ proprio sul tema dei diritti che Elisabetta Iannelli, da 26 anni in lotta contro un cancro al seno metastatico, con una diagnosi di malattia mai completamente buttata alle spalle a causa delle continue cure, ha vinto il premio Soroptomist. Avvocato e vicepresidente dell’Associazione italiana dei malati di cancro, ai diritti dei pazienti e dei caregiver, ha dedicato da sempre il suo lavoro e il suo impegno e ha fatto giurisprudenza, ad esempio con la legge sul part time dei pazienti, alla cui stesura ha contribuito. Ha parlato di “guarigione sociale” e di “persone che non devono essere lasciate ai margini”. “Non si e’ resilienti da soli”. Ne e’ sicura Elisabetta Iannelli che ha concluso: “Le persone accanto sono decisive”.

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