Dall’1 giugno a Roma torna il Cinema in Piazza, e arriva Jeremy Irons

Tre arene (Trastevere, Ostia e Tor Sapienza) per 104 serate gratuite
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ROMA – La luce del grande schermo torna a illuminare Trastevere, Ostia e Tor Sapienza. Con 104 serate e altrettante opere a ingresso gratuito, il Piccolo America torna il primo giugno con una nuova edizione del Cinema in piazza, “dopo un lungo anno” che ha visto tra l’altro la pace fatta con il Comune di Roma e “tutta la città contribuire alla realizzazione e alla crescita della manifestazione”. Quest’anno il Cinema in piazza conta 8.200 metri quadrati di superficie, 3.000 posti suddivisi per le tre arene e 40 incontri con ospiti di primo piano, a partire da cinque presenze internazionali: Jeremy Irons, che presenterà ‘Io ballo da sola’ a San Cosimato per un omaggio a Bernardo Bertolucci, Mathieu Kassovitz, che riporterà in Italia il cult ‘L’odio’, Paul Schrader al Casale della Cervelletta per ‘Taxi driver’, Debra Winger, candidata tre volte all’Oscar, presenterà ‘Il tè nel deserto’, e l’artista francese Jr che ricorderà la grande regista Agnes Varda presentando ‘Visages Villages’. 

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“Il nostro obiettivo è colorare e far vivere i territori dal centro alle periferie portando luce dove non arriva più”, ha detto Valerio Carocci, presidente dell’Associazione Piccolo Cinema America che oggi per presentare il cartellone 2019 ha messo insieme al WeGil il vicesindaco di Roma, Luca Bergamo, il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, e il presidente della Camera di commercio di Roma, Lorenzo Tagliavanti, oltre a una serie di ospiti illustri, tra i quali la minisindaca del I Municipio, Sabrina Alfonsi. “Vogliamo essere come una grande biblioteca pubblica- ha aggiunto- in cui la città può prendere in prestito ogni sera un film e guardarlo tutti insieme”. Poi, a proposito del rapporto non sempre pacifico con i gestori delle sale, Carocci ha tenuto a dire che “non crediamo che le proiezioni vadano in competizione con le sale a pagamento, ma crediamo siano una opportunità per far conoscere al pubblico il linguaggio audiovisivo. C’è una voglia di cinema che non viene soddisfatta dall’industria, e la capacità del Piccolo America è di generare un’offerta diversa che dà l’opportunità di riscrivere il rapporto tra l’esercizio cinematografico e i territori che può garantire la rinascita delle sale. Pensare che la sala così com’è possa competere con lo streaming- ha detto ancora- è sbagliato, bisogna riscrivere il rapporto con i territori”. Per questo, ha concluso, “il Cinema in piazza è una scommessa vinta in termini politici e culturali”.

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29 Maggio 2019
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