G20, Sabbadini (W20): “Raccomandazioni per governi su stereotipi di genere”

La chair del Women 20 (W20) Linda Laura Sabbadini avvierà i lavori per un progetto di gender cultural equality per la revisione dei libri delle scuole primarie e media inferiori e superiori
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ROMA – “C’è bisogno di un cambiamento, siamo la metà del mondo, non siamo una minoranza, non possiamo accettare questa situazione. Per questa ragione vogliamo che gli stereotipi di genere siano un punto strategico del Women 20 Italia“. Così la chair del Women 20 (W20) Linda Laura Sabbadini intervenendo alla presentazione della speciale Commissione del W20 ‘Cultural Change‘ che avvierà i lavori per un progetto di gender cultural equality per la revisione dei libri delle scuole primarie e media inferiori e superiori. Una task force di docenti, accademici, specialisti di scienze, arti, storia.

“La nostra Cultural Commission, guidata da Fabiana Giacomotti, identificherà 100 donne che dovranno essere incluse nei libri di scuola, il risultato sarà presentato al summit del W20 come ‘best practice’ da applicare in tutti i Paesi- continua Sabbadini- Nessuna bambina deve essere educata ad avere limiti di azione, ma la resistenza culturale nella nostra società è molto forte e difficile da rimuovere. Gli stereotipi di genere sono automatici e spesso inconsci, sono interiorizzati dai bambini, maschi e femmine, e diventano modelli di comportamento autroprescritti”.

Secondo Sabbadini, “è molto importante che il G20 consideri l’adozione di alcune raccomandazioni per tutti i governi. Prima di tutto, un piano nazionale d’azione contro gli stereotipi di genere per migliorare la consapevolezza della società sulla loro esistenza in tutti i contesti. In secondo luogo- aggiunge- occorre sviluppare programmi permanenti di educazione indirizzati a bambini e bambine fin dall’infanzia e focalizzati a condividere una consapevolezza sull’inconscia trasmissione degli stereotipi”.

Poi, secondo la chair del W20, bisogna “provvedere all’aggiornamento e alla revisione dei libri di scuola, introducendo corsi di educazione civica per un uso proprio e sicuro di internet, social media, implementando l’azione di empowerment e role-modelling, arricchendo la rappresentazione di genere per offrire uno spettro di possibilità di identificazione in termini di atteggiamento, ruoli, professioni, offrendo consulenza sulle scelte orientata al futuro, tra cui l’educazione in Stem, Steam e una riduzione del digital divide”.

E ancora, bisogna “sviluppare programmi di formazione su stereotipi e bias rivolti a insegnanti, educatori, manager, associazioni di genitori, medici, assistenti sociali, psicologi“; infine “fornire interventi sistematici e linee guida” per diffondere una “consapevolezza tra media online e offline, pubblicità e comunicazione pubblica. Spero che potremo condividere queste proposte con i ministri Elena Bonetti e Patrizio Bianchi- conclude Sabbadini- La battaglia per un cambiamento culturale è difficile da vincere, ma se siamo uniti e investiamo permanentemente su questo possiamo cambiare il mondo”.

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