Voto a distanza per i fuorisede, alla Camera parte l’iter della proposta di legge

L'obiettivo dei promotori è l'approvazione in tempi brevi per permettere a chi studia o lavora in un'altra città di votare alle elezioni comunali e regionali del prossimo autunno
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ROMA – Parte alla Camera l’iter della proposta di legge per dare la possibilità ai ‘fuorisede’ di votare, in occasione delle elezioni comunali e regionali, nella città dove studiano o lavorano, ma dove non hanno la residenza, recandosi presso gli uffici della prefettura del Comune dove hanno eletto il proprio domicilio. La proposta, depositata il 9 aprile scorso a Montecitorio, è stata scritta da due costituzionalisti, Roberto Bin e Salvatore Curreri, su impulso di un comitato di giovani calabresi, il Collettivo Peppe Valarioti, nato un anno fa con lo scopo anche di garantire il voto ‘a distanza’, raccogliendo adesioni da altre Regioni d’Italia. In Parlamento lo ‘sponsor’ del testo e primo firmatario è il presidente della Commissione Affari costituzionali Giuseppe Brescia (M5s) che alla Camera è anche relatore.

OBIETTIVO APPROVAZIONE ENTRO LE REGIONALI E COMUNALI IN AUTUNNO

L’incardinamento è partito oggi in Commissione e alcuni esponenti del Movimento 5 stelle stanno già lanciando appelli alla ministra dell’Interno, Luciana Lamorgese, per rendere effettive le norme sin dalle Regionali e Comunali del prossimo autunno. La proposta reca il titolo ‘Disposizioni in materia di esercizio del diritto di voto da parte degli elettori temporaneamente domiciliati fuori della regione di residenza’ ed è stata pensata anche in ragione dell’emergenza Covid per evitare spostamenti di massa tra le Regioni per chi vorrà recarsi alle urne. Nella relazione introduttiva al testo, all’esame della Commmissione Affari costituzionali della Camera, si legge: “La questione del diritto di voto dei cittadini temporaneamente domiciliati fuori della regione di residenza si ripropone ancora una volta e con maggiore forza alla vigilia delle elezioni regionali e comunali che si terranno nel prossimo autunno. La presente proposta di legge, che si augura sia sostenuta dal più ampio numero possibile delle forze politiche presenti in Parlamento, riproduce il testo elaborato dai professori Bin e Curreri e intende avviare una discussione parlamentare per individuare una soluzione risolutiva al problema, alla quale si auspica la partecipazione attiva e il contributo dei competenti rappresentanti del Governo, in particolare del ministero dell’Interno”.

“PANDEMIA PORTI A UNA DECISIONE INNOVATIVA”

Tale questione, spiegano i proponenti, “è stata già posta all’attenzione della Camera dei deputati in occasione dell’esame del cosiddetto ‘elezioni pulite‘ che ha parzialmente risolto il problema per quanto concerne le elezioni dei membri del Parlamento europeo spettanti all’Italia e i referendum previsti dagli articoli 75 e 138 della Costituzione. Tale atto, approvato da questo ramo del Parlamento, è ancora all’esame della Commissione Affari costituzionali del Senato della Repubblica. L’emergenza sanitaria conseguente alla pandemia da Covid-19 e la conseguente impossibilità di muoversi all’interno del territorio nazionale – aggiungono – impongono al legislatore una decisione innovativa su tale tematica. I sottoscrittori di questa proposta di legge si sentono impegnati in una battaglia di civiltà che vuole affermare la centralità del diritto di voto e del suo esercizio”. Le nuove norme in commissione Affari costituzionali alla Camera, a prima firma Giuseppe Brescia (M5s), modificano la legge 2 luglio 2004, n. 165 – in materia di elezioni regionali – e il TUEL, testo unico di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267.

CONTEGGIO IMMEDIATO DEI VOTI NEL LUOGO DEL DOMICILIO

Per il rinnovo delle amministrazioni comunali e regionali, si prevede dunque che la prefettura-ufficio territoriale del Governo situata nella circoscrizione elettorale di residenza ha il compito di trasmettere il materiale elettorale alle altre prefetture-uffici territoriali situate fuori del territorio regionale. I voti espressi sono trasmessi dalla prefettura-ufficio territoriale situata nel territorio di domicilio all’ufficio elettorale centrale situato nella circoscrizione di residenza ai fini del loro immediato conteggio. Attualmente il nostro ordinamento prevede la possibilità per i cittadini residenti all’estero di esercitare nel luogo di residenza il diritto di voto per le elezioni politiche e per i referendum (per corrispondenza) e per le elezioni europee (presso le rappresentanze diplomatiche e consolari). Per quanto riguarda il voto degli italiani all’estero la legge n. 459/2001 stabilisce che gli iscritti all’Aire, votano, per corrispondenza, nella circoscrizione Estero, per l’elezione delle Camere e per i referendum previsti dagli articoli 75 e 138 della Costituzione.

BRESCIA (M5S): “DIBATTITO GIÀ ACCESO, ITER SIA VELOCE”

“Oggi è partito l’iter in Commissione della proposta di legge sui fuorisede e il dibattito è già molto acceso. Sono arrivati tanti colleghi anche dalle altre Commissioni per portare il loro contributo, quindi evidentemente la materia è molto interessante per tutti i partiti”. Lo dice il presidente della commissione Affari costituzionali della Camera, Giuseppe Brescia (M5s), relatore del testo sul voto a distanza per i fuorisede il cui esame si avviato con l’illustrazione in Commissione. “Tutti i partiti – spiega Brescia alla ‘Dire’ – hanno depositato molte proposte di legge che saranno abbinate nella prossima settimana. Poi si partirà subito con le audizioni perché l’iter dovrà essere molto veloce per raggiungere l’obiettivo prima delle prossime amministrative e regionali” che si terranno in autunno. “Il Governo – prosegue il presidente – si è impegnato ad aiutare i lavori della Commissione e quindi noi confidiamo di riuscire a dare la possibilità a tutti quei giovani che in questo momento si stanno mobilitando, e che hanno portato avanti anche la campagna ‘Voto Sano da Lontano’, di esercitare il loro diritto di voto che, come dice la Costituzione, è anche un dovere civico. È compito quindi dello Stato eliminare tutti gli ostacoli affinché questo diritto-dovere sia esercitato senza problemi”. La campagna sul voto a distanza per i fuorisede si chiama ‘Voto Sano da Lontano’, aggiunge Brescia, “perché appunto il tema è legato anche alla sicurezza sanitaria del voto per le prossime amministrative per via della pandemia” da Covid-19.

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