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Coronavirus, in India un commesso viaggiatore ha percorso 900 chilometri a piedi per tornare a casa

Dopo il lockdown Shamim non aveva altro modo per tornare dalla famiglia. Come lui, milioni di lavoratori migranti irregolari e stagionali
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ROMA – “Qualsiasi cosa accada, tu torna a casa”: è questa la frase che si è sentito dire dalla sua famiglia Shamim, un commesso viaggiatore dell’India che, allo scattare delle misure restrittive imposte dal governo per combattere il Covid-19, il 21 marzo scorso, si trovava a 893 chilometri da casa.

Senza soldi per pagare l’affitto e il cibo per i 21 giorni di quarantena previsti inizialmente e con il blocco totale della mobilità in tutto il Paese, Shamim insieme a tre colleghi e al loro committente hanno deciso di attraversare a piedi i quasi 900 chilometri che dividono lo stato dell’East Gujarat da quello dell’Uttar Pradesh, dove le famiglie li aspettavano.

E dopo dieci giorni, i cinque uomini sono arrivati e hanno potuto ritrovare i loro cari. A raccontare questa incredibile storia, una testata indipendente locale, ‘Scroll’. Lungo il viaggio Shamim ha dovuto attraversare numerosi posti di blocco, dove veniva effettuata una misurazione della temperatura corporea: solo chi veniva trovato senza febbre poteva proseguire.

Una volta rientrato nel suo villaggio, Shamin ha preferito farsi visitare in ospedale prima di rivedere la sua famiglia, preoccupato di aver contratto il virus durante il viaggio. Solo dopo aver appurato il suo stato di salute ha fatto ritorno a casa, tra i pianti di gioia di moglie e figli.

La storia di Shamim non è unica. Dopo che il primo ministro Narendra Modi ha annunciato il blocco di tutte le attività non essenziali, milioni di lavoratori migranti irregolari e stagionali hanno deciso di tornare nei loro villaggi nell’unico modo possibile: camminando.

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