Coronavirus, Bonafede: “Falso che il governo scarcera i mafiosi”

Lo dice il ministro alla Giustizia durante il question time alla Camera sulle recenti scarcerazioni di detenuti sottoposti al regime del "carcere duro"
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ROMA – “Chiariamolo subito: la lotta alle mafie e’ una cosa seria e stiamo parlando di fatti allarmanti da analizzare e su cui nell’ambito delle proprie competenze non si puo’ e non si deve rimanere inerti, informando pero’ contestualmente e correttamente i cittadini sulla reale natura della questione. Questione intorno alla quale si e’ invece sviluppato un dibattito pubblico che, denotando in alcuni casi l’assenza totale di conoscenza dell’ABC della Costituzione, mira a strumentalizzare fatti gravi per attaccare il governo e alimentare una violenta polemica politica, gravemente irresponsabile per il tema trattato e ancor piu’ in questo momento di emergenza”. Lo dice il ministro alla Giustizia, Alfonso Bonafede, durante il question time in aula alla Camera, rispondendo a un’interrogazione sulle recenti scarcerazioni di detenuti sottoposti al regime del “carcere duro”, in relazione alle misure adottate dall’amministrazione penitenziaria con riferimento all’emergenza Covid-19 .

“Facciamo quindi chiarezza- continua il ministro- i principi e le norme della nostra Costituzione sono univocamente orientati ad affermare l’autonomia e l’indipendenza della magistratura. Cio’ vuol dire che non c’e’ alcun governo che possa imporre o anche soltanto influenzare le decisioni dei giudici, in questo caso dei giudici di sorveglianza. Punto. Questo non e’ un principio liberamente interpretabile o su cui ci si puo’ girare intorno; la Costituzione non lascia spazio ad ipotesi in cui la circolare di un direttore generale di un dipartimento di un ministero possa dettare la decisione di un magistrato. Le scarcerazioni richiamate sono decisioni giurisdizionali di natura discrezionale impugnabili secondo la relativa disciplina. Diciamolo senza giri di parole: il messaggio per cui il governo starebbe scarcerando i mafiosi non e’ semplicemente fuorviante: e’ totalmente e inequivocabilmente falso. Come correttamente sottolineano gli interroganti, nel decreto-legge Cura Italia i mafiosi vengono esplicitamente esclusi dall’accesso alla detenzione domiciliare“.

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29 Aprile 2020
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