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Roma, incendio alla libreria ‘La Pecora Elettrica’: è boom di donazioni online

Vero motore della reazione cittadina è stato il crowdfunding online, che aveva l'obiettivo di raccogliere 20mila euro: il traguardo è stato nettamente superato
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ROMA – Tutti con ‘La Pecora elettrica’. Ha toccato e superato quota 22mila euro la raccolta fondi organizzata online per sostenere la riapertura della caffetteria-libreria di via delle Palme, a Centocelle, dove la notte del 25 aprile ignoti hanno rubato e appiccato le fiamme.

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A Danilo e Alessandra, i due titolari, sono arrivate dimostrazioni di amicizia e donazioni da diverse regioni italiane ma anche dall’estero con una libreria inglese che ha contattato i titolari via mail per offrire il proprio supporto. Anche il quartiere si è subito mobilitato con singole raccolte fondi nei locali di zona. Vero motore della reazione cittadina è stato il crowdfunding online lanciato su ‘Produzioni Dal Basso’, che aveva l’obiettivo di raccogliere 20mila euro. Il traguardo è stato nettamente superato e con diversi giorni di anticipo rispetto alla chiusura della campagna.

Intanto anche oggi, come avviene quotidianamente dal 25 aprile, continua il via vai di cittadini davanti alla libreria, dove con un’offerta si può portare via qualche libro un pò annerito, o assistere a dibattiti e letture che le diverse associazioni di quartiere stanno organizzando in strada davanti alle serrande ripristinate.

“Le fiamme- scrivevano all’indomani dell’incendio i titolari su Facebook- hanno devastato il nostro locale ma fortunatamente stiamo tutti bene e non ci sono stati danni agli appartamenti dei nostri vicini. Mentre le forze dell’ordine svolgono le indagini noi ci siamo già messi a ripulire i nostri spazi, perché vogliamo riaprire il prima possibile più forti e più belli di prima”.

Parole che hanno stimolato altre parole, come quelle dei messaggi che qualcuno ha affisso su una delle serrande de ‘La Pecora elettrica’. C’è chi riporta su un foglio, le parole di Peppino Impastato: “All’esistenza di orrendi palazzi storti ci si abitua con profonda facilità, si mettono le tendine alle finestre, le piante sul davanzale e presto ci si dimentica di come erano quei luoghi prima e ogni cosa pare dover essere così da sempre e per sempre. E’ per questo che bisognerebbe educare la gente alla bellezza: perchè in uomini e donne non si insinui l’abitudine e la rassegnazione ma rimangano sempre vivi la curiosità e lo stupore”.

Qualcuno altro scrive: “I libri bruciano, la cultura re-esite! Daje Pecora”.

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