L’appello di Di Maio al Pd: “Tanti punti in comune, realizziamoli”

"Sulla carta ci sono tanti punti di convergenza: realizziamoli per il bene superiore degli italiani"
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ROMA – “Non si tratta di alleanze. Un’alleanza è uno scambio di poltrone, un do ut des di potere. Non ci interessa”. Così il capo politico del M5s, Luigi Di Maio, sul Corriere della Sera, si riferisce all’accordo di governo con il Pd. “Siamo nati per fare altro. Il MoVimento 5 Stelle è la prima forza politica italiana perché ha identità e valori ben precisi, che difendiamo senza compromessi”. Di Maio elenca i punti in comune nei programmi di M5s e Pd lancia un appello: “Realizziamoli per il bene superiore degli italiani. Sono fiducioso perché sulla carta – la carta dei programmi – ci sono tanti punti di convergenza che vanno nella direzione di soddisfare le esigenze dei cittadini, nostro unico interesse”.

Ad esempio “se si parla di Europa si parla di immigrazione. In comune c’è la revisione del Regolamento di Dublino e l’equa ripartizione dei migranti tra tutti i Paesi dell’Unione Europea. Per gestire i flussi migratori serve anche investire in sicurezza: c’è la comune volontà di aumentare le risorse per la cyber security e l’assunzione immediata di 10.000 nuovi agenti nelle forze dell’ordine”.

Poi c’è la lotta alla povertà. “I fondi del Rei non sono sufficienti e le politiche attive del lavoro non funzionano”. Sul lavoro “si può partire dal salario minimo orario, obiettivo condiviso anche dal Pd, stando al loro programma”. Tra i vari punti c’è anche “la lotta alla mafia e alla corruzione: loro prevedono meccanismi di prevenzione per l’infiltrazione mafiosa nelle istituzioni. Per noi si può realizzare una riforma complessiva dell’ordinamento penitenziario e con la modifica del 416ter”, sottolinea Di Maio.

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