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Raccomandazioni nei concorsi pubblici nel Trapanese, 14 misure cautelari

Il giro di corruzione scoperto riguardava i concorsi per diventare poliziotto e vigile del fuoco

Pubblicato:29-03-2022 10:32
Ultimo aggiornamento:29-03-2022 14:46
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carabinieri trapani
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PALERMO – Quattro arresti ad Alcamo, in provincia di Trapani, con l’accusa di raccomandazioni nei concorsi pubblici. Le misure cautelari emesse dal gip del Tribunale di Trapani, su richiesta della Procura, sono state eseguite dai carabinieri della Compagnia di Alcamo: tre indagati sono finiti ai domiciliari, uno in carcere. Il gip ha disposto anche dieci obblighi di dimora per altrettanti indagati.

Le accuse, a vario titolo, sono di corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio, traffico di influenze illecite e abuso d’ufficio.

Il giro di corruzione scoperto riguardava i concorsi per diventare poliziotto e vigile del fuoco. Sotto accusa chi gestiva le selezioni ma anche alcuni vincitori dei concorsi, destinatari della misura cautelare emessa dal gip del Tribunale di Trapani.


L’indagine, avviata dai carabinieri nel giugno 2020, prende le mosse da alcuni accertamenti della sezione Forestale presso la Procura di Trapani su presunti episodi corruttivi per il superamento delle prove d’esame svolte tra il 2017 e il 2018. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, Giuseppe Pipitone, direttore ginnico sportivo e vice dirigente del corpo nazionale dei vigili del fuoco, sfruttando sia le proprie conoscenze all’interno delle amministrazione pubbliche che il fatto di essere stato nominato in una delle sottocommissioni d’esame per le prove psico-motorie, si sarebbe impegnato a “sponsorizzare” alcuni candidati nelle diverse prove concorsuali, nonché a preparare fisicamente gli stessi, a fronte della promessa e successiva dazione di denaro.

Queste le cifre: fino a 3.500 euro a candidato per un posto nei vigili del fuoco e fino a 5.000 euro nella polizia. In sintesi, secondo l’ipotesi accusatoria, Pipitone, finito in carcere, avrebbe nascosto dietro un’apparente scuola di preparazione per concorsi “un vero e proprio meccanismo illecito di collocamento nella pubblica amministrazione” avvalendosi dei propri contatti con soggetti che rivestivano ruoli essenziali nelle procedure concorsuali in vari corpi dello Stato.

Tra gli indagati che, a vario titolo, avrebbero contribuito a falsare i concorsi risultano complessivamente 10 dipendenti di diversi Corpi, tra cui un ispettore dei vigili del fuoco, poi sospeso dal servizio per altra indagine analoga presso la Procura di Benevento, due poliziotti (quest’ultimi rispettivamente sottoposti alle misure cautelari degli arresti domiciliari e dell’obbligo di dimora dai colleghi della squadra mobile di Trapani) e gli stessi presunti corruttori, risultati vincitori di concorso grazie alle ipotizzate “sponsorizzazioni”.

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