Milano, aggredita capotreno Trenord. I sindacati: le istituzioni facciano qualcosa

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Sabato sera un gruppo di assalitori ha riempito di sputi, insulti, calci e pugni una lavoratrice in servizio tra le stazioni Lancetti e Villapizzone. La rabbia dei sindacati, che da tempo stanno denunciando questi "atti criminali ingiustificabili"
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di Nicolò Rubeis

MILANO – Non è passata inosservata “l’ennesima” aggressione di sabato sera, come denunciano i sindacati, ai danni di una lavoratrice capotreno in servizio tra le stazioni di Milano Lancetti e Milano Villapizzone. Gli assalitori avrebbero riempito la donna di sputi, insulti, calci e pugni, costringendola a recarsi all’ospedale più vicino.

“Oltre ai segni visibili di questo grave fatto- scrivono in una nota congiunta le sigle Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti Uil, Slm Fast Confsal, Ugl Ferrovieri, Faisa Cisal- quello che rimane, anche a livello psicologico, è la violenza inaudita che ha travolto la giovane collega”. I sindacati ricordano poi come “da tempo” stiano denunciando questi “atti criminali e ingiustificabili”, chiedendo contemporaneamente l’attivazione di tavoli di confronto dedicati proprio al tema della sicurezza a terra e a bordo dei treni. Le sigle invitano dunque le istituzioni e le aziende a mettere sul piatto “tutte le risorse possibili” affinché questo argomento possa tornare “al centro” dell’attenzione.

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