Vaccino, Curcio: “Siamo in guerra e servono norme da guerra”

"Nessuno ha in mano da solo la responsabilità di questa filiera: o ognuno fa un pezzettino o non ne usciamo"
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GENOVA – “Non siamo in giro a mettere voti e fare classifiche, questo non ci interessa. Ci interessa che il sistema Paese vada avanti insieme e siamo pronti a dare più supporto dove più c’è necessità. Non fermiamoci ai numeri, ma utilizziamoli per fare dei salti in avanti”. Così il capo del dipartimento nazionale della Protezione civile, Fabrizio Curcio, stamattina a Genova all’inaugurazione dell’hub vaccinale alla Fiera. “A noi interessa che ci si vaccini: c’è un compito dello Stato nella sua interezza, non solo nella parte centrale”, aggiunge Curcio.

Nessuno ha in mano da solo la responsabilità di questa filiera: o ognuno fa un pezzettino o non ne usciamo. E la Liguria il suo pezzettino lo sta facendo come si deve. L’obiettivo da 500.000 vaccini al giorno lo possiamo raggiungere solo se ognuno fara’ il proprio pezzettino regionale e locale”

Siamo in guerra e servono norme da guerra. Mi pare che qualcosa si stia già facendo- aggiunge- ad esempio, sull’impiego delle farmacie è stata fatta una norma. Così come è stata fatta una norma per sbloccare l’attività degli infermieri, al di là di quello che fanno ordinariamente. Siamo pronti a recepire tante cose per risolverle tecnicamente. Fateci vedere le best practice, ma fateci vedere anche dove sono le criticità, così riusciamo a intercettarle bene, lavorando insieme”.

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