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Coronavirus, la sindaca di Nerola: “Fate test a tappeto, siamo a disposizione della ricerca”

Il piccolo Comune in provincia di Roma, 76 positivi su 1980 abitanti, sarà zona rossa fino all'8 aprile

Pubblicato:29-03-2020 12:47
Ultimo aggiornamento:17-12-2020 18:03
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ROMA -Quasi duemila abitanti isolati in provincia di Rieti, a Nerola. Una zona rossa nel cuore del Lazio. Per questo la sindaca, Sabina Granieri, chiede alle autorità du ‘usare’ la sua comunità per fare tamponi e capire come si diffonde il virus.

“La comunità di Nerola è isolata, saremo zona rossa fino all’8 aprile, non si entra e non si esce dal paese sconvolto dall’epidemia che ha contagiato 76 persone, si rispettano meticolosamente le regole per impedire la diffusione del virus. In queste condizioni i 1980 cittadini di Nerola vogliono contribuire alla ricerca scientifica sul Coronavirus ed è per questo che ho scritto al governatore del Lazio Nicola Zingaretti e all’Assessore regionale alla Sanità, Alessio D’Amato, con cui sono in contatto costante, affinché si facciano portavoce di questa richiesta presso la Asl Rm5, lo Spallanzani e gli altri Istituti di Ricerca- spiega la prima cittadina-. Sono stati eseguiti solo 378 tamponi, vogliamo estendere l’indagine a tutta la popolazione per verificare come si muove il virus e contribuire alla ricerca scientifica: siamo la prima enclave del centro Italia ad essere stata colpita, vogliamo essere certi dello stato di salute di tutti e non vanificare il sacrificio dell’isolamento totale”.

In Veneto “il governatore Zaia ha disposto l’esecuzione dei tamponi su tutta la comunità di Vo’, quando era zona rossa. Nella cittadina del nord-est sono stati fatti 6.800 tamponi e ora i dati raccolti sono a disposizione della Ricerca. Siamo certi che Zingaretti non vorrà perdere questa straordinaria opportunità di realizzare uno studio epidemiologico, il primo nel centro-italia, che ci dica come evolve il virus, come si muove, in quanto tempo sono efficaci le rigorose misure di isolamento alle quali siamo sottoposti. La richiesta è stata già formalizzata in Regione e ci aspettiamo una risposta positiva e in tempi rapidi, non vogliamo più aspettare immobili, chiusi nel nostro paese con i militari alle porte”.


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