Banche, Mattarella: “No a sovrapposizioni tra commissione e autorità di vigilanza”

Il presidente della Repubblica esprime le sue preoccupazioni in merito all'istituzione della commissione parlamentare sulle banche
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ROMA – Si pone il tema “di possibili interferenze delle attivita’ della Commissione in ambiti di competenza di varie autorita’ di vigilanza. E’ possibile, naturalmente, che l’operato di queste sia oggetto di inchiesta parlamentare – laddove cosi’ il Parlamento dovesse deliberare – ma occorre evitare il rischio che il ruolo della Commissione finisca con il sovrapporsi – quasi che si trattasse di un organismo ad esse sopra ordinato – all’esercizio dei compiti propri di Banca d’Italia, Consob, Ivass, Covip, Banca Centrale Europea”. E’ quanto ha scritto il capo dello Stato Sergio Mattarella nella lettera inviata alla presidente del Senato della Repubblica, Maria Elisabetta Alberti Casellati, e della Camera dei Deputati, Roberto Fico.

“Cio’- prosegue Mattarella- urterebbe con il loro carattere di Autorita’ indipendenti, sancito, da norme dell’ordinamento italiano e da disposizioni dell’Unione Europea, vincolanti sulla base dei relativi trattati. Provocherebbe, inoltre, grande incertezza tra gli operatori sottoposti a vigilanza su quale sia l’organismo cui fare riferimento e quali le indicazioni da osservare, anche considerando che l’attivita’ della Commissione e’ prevista per l’intera durata della Legislatura”.

“Ricordo, tra l’altro- aggiunge-  che ne’ le banche centrali ne’, tantomeno, la Banca centrale europea possono sollecitare o accettare istruzioni dai governi o da qualsiasi altro organismo degli Stati membri”. 

Il presidente della Repubblica aggiunge: “Va, in particolare, escluso che la Commissione, come potrebbe far temere un’erronea interpretazione dell’art.3 della legge, possa svolgere attivita’ che rientrino nella competenza di organismi dell’Unione Europea – come la Banca Centrale Europea e l’ESMA – in base a norme non derogabili dal diritto interno. L’obiettivo della tutela del risparmio, a difesa dei cittadini, sancito dall’articolo 47 della Costituzione e che deve ritenersi ineludibile riguardo all’attivita’ della Commissione d’inchiesta, richiede, infine, di prestare attenzione al delicato profilo delle informazioni detenute dalle autorita’ di vigilanza. L’ordinamento dell’Unione europea, nel promuovere gli obblighi di collaborazione e gli scambi di informazioni per l’assolvimento delle rispettive funzioni tra autorita’ europee e nazionali, prevede che si osservino determinate cautele nella gestione delle informazioni sugli enti e gli istituti di credito in possesso delle autorita’ di vigilanza. Come espressamente definito dall’ordinamento dell’UE, anche in riferimento a informazioni trasmesse a commissioni di inchiesta parlamentari, e’ necessario, che “le persone che hanno accesso alle informazioni siano soggette ad obblighi di segreto professionale. E’ evidente come tale obbligo – richiamato dall’art. 6 della legge – sia volto a scongiurare l’allarme che la diffusione indebita di informazioni relative alla gestione degli enti creditizi e delle societa’ finanziarie puo’ suscitare tra i risparmiatori e sui mercati”.

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