“Il prezzo non è giusto”, i produttori toscani vogliono aumentare il vino

FIRENZE - "La prossima mossa come produttori è quella
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

uva_viti_vino

FIRENZE – “La prossima mossa come produttori è quella di aumentare i prezzi di vendita dei nostri vini. Questo è uno degli argomenti che affronteremo nei prossimi Cda di Avito. Spesso, a differenza di altre realtà come la Francia, non siamo bravi a vendere al giusto prezzo i nostri prodotti. Dobbiamo intraprendere questa strada e aumentare i prezzi perché questo chiedono i produttori“. Lo ha affermato il presidente di Avito, l’associazione che riunisce i consorzi dei produttori di vino toscano, Fabrizio Bindocci.

Proprio oggi il presidente della Giunta regionale, Enrico Rossi assieme all’assessore all’Agricoltura, Marco Remaschi ha incontrato a palazzo Strozzi Sacrati i rappresentanti di Avito. “È giusto che i produttori abbiano una fonte di reddito importante a fronte del grande impegno e lavoro svolto- ha ricordato- in questo momento è più importante lavorare sull’aumento del prezzo che non sull’aumento del numero di bottiglie prodotte. Un consorzio non può influire sulla politica dei prezzi delle singole aziende e non può, per legge, suggerire un prezzo minimo ai propri soci. Possiamo però essere di stimolo visto anche la presenza di prodotti qualità e di una domanda estera che tira. Occorre che il produttore abbia la giusta remunerazione per il lavoro svolto“.

Di Carlandrea Poli, giornalista

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

Agenzia DIRE - Iscritta al Tribunale di Roma – sezione stampa – al n.341/88 del 08/06/1988 Editore: Com.e – Comunicazione&Editoria srl Corso d’Italia, 38a 00198 Roma – C.F. 08252061000 Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»